"L'omino degli orologi" ovvero la poesia pensosa e indignata di Domenico Luiso

In presentazione, sabato 14 ottobre, al teatro Traetta, l'opera postuma del grande autore bitontino

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Un poeta. Il suo distacco, la voce inquieta, la fiera passione intellettuale. È la voce di Domenico Luiso, bitontino impegnato, mai dimenticato uomo di lettere e cultura. Una voce che torna nelle librerie con un'opera postuma, un poema di 1800 versi circa, dal titolo "L'omino degli orologi", edito da Bastogi, con prefazione di Nicola Pice, curatore del testo. Si tratta di un lavoro particolare, espressione dell'anima più intensa e "difficile" del pluripremiato poeta scomparso nel 2013. “L’omino degli orologi” racconta del dolore del poeta ispirato e pensoso attorno alle tristi vicende del mondo, alle sue astruse regole, alla sopraffazione, all’inclemenza feroce dell’uomo contro l’altro uomo. L’autore soffre perché partecipe del dolore dei più deboli e grida contro l’arroganza e la mediocrità di ogni potere. Soprattutto, esclama la sua indignazione in versi contro la corruttela delle menti e il silenzio di chi dovrebbe invece reagire. Il libro sarà presentato a Bitonto, sabato 14 ottobre, al teatro Traetta, con inizio alle 19. A presentare il volume, un dialogo a tre con l’intervento della poetessa Lizia De Leo, dello stesso prof. Nicola Pice e del giornalista Marino Pagano. Leggerà invece passi dell’opera l’attrice Rossella Giugliano. Ben nutrito anche il commento musicale con l’esibizione di Paola Pennacchia (voce), Vincenzo Mastropirro (flauto) e Francesco Paolo Luiso (piano), figlio del poeta.