Estate fra sole e condizionatori, gioie e dolori

Il monito per la bella stagione resta quello valido per tutto l’anno, buon senso e moderazione

La stagione estiva volge ad entrare nel suo culmine e porta con sé le tanto bramate condizioni climatiche che consentono la balneazione e l’abbronzatura. Tuttavia, l’estate mette in campo, talvolta, temperature che poco si addicono al lavoro ed in generale al benessere psicofisico, perciò si ricorre all’utilizzo di condizionatori d’aria per trovare ristoro.

È evidente che sia l’esposizione solare, sia l’utilizzo di apparecchi refrigeranti apportino dei beneficima, come al solito, anche degli effetti spiacevoli.

Per ciò che concerne il sole, è risaputo il ruolo di attivazione della sintesi della vitamina D. Essa si comporta (per semplificare concettualmente) come un ormone, ovvero i raggi UV del sole attivano delle sostanze presenti a livello cutaneo che si trasformano in colecalciferolo (vitamina D3), esso favorisce l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo ed aumenta la capacità del paratormone di richiamare il calcio a livello renale.

A differenza di quanto si possa credere, studi scientifici, hanno dimostrato che sono sufficienti 15-20 minuti al giorno durante l’estate per garantirsi la quantità necessaria di vitamina D per tutto l’anno. In altri termini, non occorre esagerare con l’esposizione solare allo scopo di rinforzare le proprie ossa.

Continuando con gli effetti benefici, il sole può favorire il “buon umore” attraverso l’aumento della produzione di serotonina, l’ormone della “felicità”.

Come noto, l’eccessiva ricerca dell’abbronzatura può avere effetti molto dannosi, tra gli altri:eritemi solari, fotodermatiti, immunosoppressione, accelerazione dell’invecchiamento cutaneo,tumori. Inoltre esposizioni durature soprattutto nelle ore più calde sono fortemente sconsigliate a chi soffre di patologie del sistema cardiovascolare a causa dell’importante vasodilatazione che si verifica.

Per quanto riguarda l’aria condizionata il discorso diventa più soggettivo. Soprattutto per chi non tollera il caldo essa ha un effetto rigenerante, infatti dà la possibilità di termoregolare più facilmente l’organismo.

Evidentemente, diminuisce la sudorazione e più in generale la perdita di liquidi, favorisce la concentrazione in ambito lavorativo evitando la sensazione di spossatezza.

Venendo agli effetti collaterali, occorre dire che essi dipendono molto dalla durata dell’esposizione all’aria condizionata e dall’intensità alla quale viene adoperata.

Trasferirsi nell’arco di pochi metri da ambienti roventi a stanze con temperature decisamente più fredde e viceversa può determinare il classico raffreddore ma anche problemi più seri.

Chi soffre di problemi articolari è più disposto a percepirne i dolori che sono acutizzati dagli squilibri termici e di umidità.

L’apparato respiratorio diventa più esposto a problemi relativi ai tessuti oro-faringei ed ai bronchi, infatti le mucose tendono a seccarsi quindi a sviluppare tosse o nel peggiore dei casi bronchite.

I flussi d’aria fresca indirizzati direttamente sul corpo possono causare irrigidimenti muscolari,torcicollo cefalea. Non di rado si verificano disturbi gastro-intestinali.

In generale risente molto anche il sistema immunitario che, oltre agli sbalzi termici, si trova a dover gestire in alcuni casi anche le conseguenze della scarsa manutenzione dei filtri dei condizionatori. In questi ultimi si annidano microrganismi apparentemente diffusi ed innocui, ma che in situazioni particolari possono diventare patogeni.

È bene negli ambienti climatizzati non impostare temperature troppo differenti da quella dell’esterno o, nel caso di luoghi pubblici, munirsi di acqua per idratarsi a sufficienza ed evitare i getti d’aria diretti.

Dunque il monito per l’estate resta quello valido per tutto l’anno, usare il buon senso e lamoderazione sia nell’esporsi al sole sia nel refrigerarsi con il condizionatore.