Elezioni amministrative. I quattro candidati illustrano i propri progetti per Palombaio e Mariotto

Scuola, opere pubbliche, sicurezza e tanto altro gli argomenti affrontati dai contendenti

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Per la prima volta in questa campagna elettorale, i quattro candidati si incontrano tutti insieme. E lo fanno per illustrare le proprie idee per il futuro di Palombaio e Mariotto. Un incontro organizzato dal comitato di quartiere di Palombaio. Intervistati dai giornalisti Domenico Saracino e Felice De Sario, gli aspiranti sindaci hanno esposto quanto prevedono i propri programmi per le due frazioni.

 

Primo punto: la scuola, gli interventi di edilizia scolastica e di salvaguardia dell’autonomia dei plessi. In particolare della Don Tonino Bello di Palombaio, dove si svolge l’incontro.

 

È Michele Abbaticchio ad iniziare, ricordando le ristrutturazioni degli edifici fatte in questi anni ed invitando a difendere l’autonomia scolastica facendo leva sulla distanza dei plessi da Bitonto: «Siamo sul filo del rasoio per il numero minimo di iscrizioni. Le istituzioni scolastiche, insieme a tutta la cittadinanza, possono sottoscrivere un atto di impegno e di programmazione per ulteriori richieste che il provveditorato potrebbe fare per salvaguardare l’autonomia».

 

Dino Ciminiello garantisce l’impegno per la salvaguardia del plesso scolastico, importante, specialmente in una frazione che non ha istituzioni amministrative al proprio interno, in quanto ultimo baluardo dell’educazione, della legalità, del vivere insieme: «Noi del Movimento 5 Stelle chiederemo nelle sedi opportune, Regione e Città Metropolitana, di chiedere l’impegno alla deroga. Qualora ci fosse negata l’autonomia scolastica, la nostra alternativa sarà creare progetti concreti per l’allargamento della didattica, per esempio un coordinamento con la Galleria Devanna, per garantire un piano formativo in linea con gli altri istituti comprensivi».

 

Carmela Rossiello, che nella Don Bosco è stata docente, ricorda l’importanza del dirigente scolastico nel garantire un pieno diritto allo studio: «La sua assenza comporta problematiche legate all’organizzazione e alla qualità del piano formativo. Purtroppo a volte le norme non se ne rendono conto. Per cinque anni questa scuola ha visto passare diverse reggenze. Questo la dice lunga sulla frammentazione nella scuola. Addirittura per alcuni anni la sede amministrativa è stata dislocata a Bitonto, creando disservizi. Purtroppo la norma dice che per avere l’autonomia il numero minimo di alunni deve essere 600. Siamo a 587 quest’anno. L’anno prossimo 25 in meno. Quindi se si parla di rete scolastica, bisognerebbe fare un calcolo almeno quinquennale, per calcolare l’andamento attraverso proiezioni. Non è stato fatto in passato, quando è stato istituito l’istituto comprensivo. Questi problemi si dovevano capire già allora. Per l’autonomia bisogna battere sul discorso della lontananza».

 

Sull’argomento, infine, Emanuele Sannicandro invita la politica ad assumersi le proprie responsabilità, in quanto colpevole talvolta di mettere il cappio: «Per me la città è una. Certo le frazioni oltre ai problemi comuni a Bitonto, hanno la questione della distanza e dell’isolamento che gli abitanti sentono sulla propria pelle. Bisogna trovare tutti insieme il modo per far si che il rispetto delle norme corrisponda con le esigenze del territorio».

 

I servizi pubblici, tra cui l’annosa questione dell’assenza di gas metano, sono il secondo argomento trattato. Un argomento su cui Ciminiello è scettico: «Siamo davvero sicuri di affidare il nostro futuro ad un materiale fossile, inquinante e oneroso per le nostre tasche? Perché non immaginarlo con le biomasse? Progetti e idee ci sono. Quindici anni fa, in era Pice, fu presentato un progetto in tal senso per il teleriscaldamento nelle frazioni, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate». Per l’assistenza sanitaria l’idea del pentastellato è un’ambulanza medicalizzata.

 

Per la Rossiello, quando finirà l’appalto attuale, bisognerà lanciare un nuovo bando per la metanizzazione: «Nel frattempo abbassiamo le tasse per i cittadini che soffrono per tutti i disservizi legati all’assenza del gas».

 

Per la salvaguardia del presidio sanitario, inoltre, l’invito del candidato di destra è di essere compatti per garantire anche nelle frazioni il diritto alla salute.

 

«Se io vi promettessi un punto di primo intervento che dia assistenza continua, h24 anche nelle frazioni, i bagni pubblici e tanto altro vi prenderei in giro» ammette Sannicandro, che annuncia di voler seriamente affrontare il problema della carenza di organico negli uffici: «L’impegno è nel fare quel che è possibile e verificarne ogni sei mesi verificare quel che si fa. E quando le cose non vanno, incontrarci per decidere insieme le priorità».

 

Il sindaco uscente infine ricorda l’apertura di uno sportello dei servizi sociali per un giorno a settimana, «momento importante per i cittadini più bisognosi, non obbligati a venire a Bitonto», e l’attivazione della rete di fibra ottica: «Per quanto riguarda il metano è stata sottoscritta la convenzione tra i comuni che lavorano con il Comune di Bari. Sarà previsto nel capitolato. Le frazioni saranno dotate di metano dal soggetto gestore che vincerà l’appalto. Passi avanti sul gas dunque. Crediamo che ci sia ancora grave carenza di strutture per le famiglie ed è per questo che sul bando per le periferie che scade a fine giugno, saranno candidate le aree sportive di Palombaio e Mariotto, non solo per lo sport, con aree attrezzate. L’aumento della videosorveglianza, finanziato dal programma di riqualificazione delle periferie, può aiutare in tal senso. E riteniamo che il grave problema della sicurezza nelle aree rurali vada affrontato con un nucleo specifico da parte del prefetto. È una proposta da fare».

 

Sulla questione rifiuti è la Rossiello ad iniziare accusando l’amministrazione di non aver adeguatamente comunicato della scontistica per la quota di raccolta differenziata: «Ci dobbiamo impegnare nella direzione del porta a porta in tutta la città. Una raccolta porta a porta che sia più efficace. L’opera di sensibilizzazione deve iniziare già dalle scuole. Ed è necessario promuovere la promozione di compost».

 

Ad accusare l’amministrazione è anche Sannicandro che punta il dito contro la gestione definita deficitaria e la mancata partenza dell’Aro: «La città e le campagne sono sporche. Si continua con proroghe su proroghe ad affidare il servizio all’Asv, società a capitale misto, pubblico e privato. Noi siamo per la gestione pubblica. Basta con ulteriori proroghe. La nostra idea è orientata all’autocompostaggio domestico e di quartiere, con compostiere e macchine per la produzione di compost che trasformino il rifiuto in risorsa (cose che altri comuni fanno), ad incentivi all’attività di volontariato nel campo e a garantire maggiore trasparenza sulla quota di differenziato».

 

Abbaticchio spiega che il piano industriale per la Sanb prevede investimenti per il porta a porta: «In questi anni non ci siamo divertiti. Dobbiamo adattarci alle altre realtà territoriali cercando una sintesi. Quest’anno chiunque sia il sindaco si troverà di fronte alla sfida del porta a porta su tutto il territorio, vedrà la Sanb partire con investimenti in tal senso. Lasciamo in dotazione con appalto aggiudicato l’installazione di fotocamere per sanzionare chi abbandona rifiuti in modo incivile. Lasciamo il progetto di finanziamento per un’isola ecologica per quelle zone dove il porta a porta è difficile».

 

L’invito di Ciminiello per Bitonto è a diventare città a rifiuti zero applicando, dal giurno dopo l’elezione, una tassa puntuale, non più sulla base dei metri quadri e degli abitanti, ma sulla quota di rifiuti prodotti e di differenziata: «Il porta a porta non è l’unica soluzione. Necessario ridurre la quota di umido incentivando l’autocompostaggio e la creazione di compost con ecocompattatori e isole di prossimità. È possibile. Altrove lo fanno».

 

Sulla partecipazione attiva della cittadinanza prende la parola Sannicandro: «Prendo atto del funzionamento di alcuni comitati di quartiere. Ma gli altri? Funzionano? L’impegno deve essere non solo in campagna elettorale. La mia idea è di verificare quel che si fa ogni sei mesi».

 

Abbaticchio difende la funzione consultiva dei comitati e il «buon lavoro svolto», mentre Ciminiello lancia l’idea di un osservatorio al bilancio partecipato che comprenda esponenti dei comitati di quartiere, l’assessore al ramo ed esperti.

 

La Rossiello invita a pensare alle piccole opere, essenziali per i cittadini, come la manutenzione del manto stradale e dei marciapiedi, il decoro urbano e la manutenzione dei cimiteri.

 

Ultimo argomento, la sicurezza. Mentre Abbaticchio ricorda l’installazione delle telecamere a Palombaio e Mariotto, la volontà di creare dossi artificiali e le iniziative con le scuole per controllare fenomeni di emarginazione sociali, Ciminiello propone un’applicazione per segnalare in forma anonima reati e comportamenti illeciti, telecamere che leggano le targhe, per capire chi entra e chi esce dalle frazioni.

 

«È vero che il coordinamento non dipende dal sindaco, ma quest’ultimo può insistere con chi di dovere per ottenerlo. Dobbiamo poi superare, tutti noi, il clima di omertà» esorta Sannicandro, seguito dalla Rossiello che invoca all’interno della Polizia Municipale un nucleo di che si occupi di sicurezza rurale.

 

 

Tutti d’accordo, infine, sulla contrarietà ad apparentamenti dopo il primo turno.