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Imago Mentis

La conoscenza è un diritto inalienabile di ogni essere umano.

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Taluni sostengono che la società contemporanea imponga canoni di vita tali da rendere la nostra esistenza qualcosa di rapido e fugace. Indubbiamente non si può negare l’oggettività di questa affermazione ma, nonostante i ritmi frenetici a cui l’uomo è sottoposto, mi sento in dovere di affermare che l’animale razionale sia indubbiamente un “cercante”.  

Se pur in contesti notevolmente differenti da quelli che caratterizzavano le epoche passate, in cui circoli, peripatos e accademie delimitavano esclusivamente lo spazio filosofico, questo essere non può fare a meno ancora oggi di contrastare l’inesorabile flusso del tempo “cercando”. 

I pensieri lo attanagliano quotidianamente: l’uomo è costantemente alla ricerca di una risposta, di un responso che gli dica: “questa è la strada giusta”, che risolvi l’enigma e che lo conduca verso la scelta più idonea, indipendentemente dal contesto in cui prende parte, che sia questo formale o informale, rilevante o superfluo.  

Talvolta accade che le immagini nel flusso dei nostri pensieri sembrano guidarci tra quesiti più intricati, tra vie tortuose e tra concetti “sofisticati”; astrazioni che purtroppo non sempre vengono facilmente alla luce, condizionate probabilmente da una qualche etichetta erroneamente loro affibbiata dai pregiudizi più disparati o da falsi luoghi comuni.  

Lo scopo di questa rubrica filosofica, intitolata IMAGO MENTIS, è appunto quello di scavare a fondo nell’”Iperuranio” al fine di riscoprire siffatti quesiti, spesso irrisolti o irrisolvibili, rispolverarli e tirarli fuori dall’archivio che da tempo li rilega.  

Ho scelto di dare il mio contributo a questa “missione” poiché credo fermamente che la conoscenza sia un diritto inalienabile di ogni essere umano. Percepisco come mia l’essenza del cercante: la Filosofia. L’amore per essa è ciò che mi ha spinto a intraprendere un percorso costellato da infinite domande, da cassetti disordinati, spesso talmente ampi da non consentirmi agevolmente di trovare loro una corretta disposizione. Tuttavia un ordine va cercato e dunque posto.  

Tre anni e mezzo di domande (almeno per quel che riguarda il campo accademico in cui sono tuttora coinvolto), esami, risposte accettate, rivisitate, negate… Dibattiti su argomenti ostici, come ad esempio il mio tentativo, elaborato per la prova finale del mio corso di laurea, di circoscrivere nel modo più pertinente e chiaro possibile un concetto così gravido di incertezze come il concetto di morte (una delle tante formulazioni che abbrancano la mia mente).  

Adesso sono qui, cari lettori, a cercare di rendere pubblici i pensieri più “delicati” che potrebbero affollare la mia psiche, tentando con ciò  di accompagnarvi  nella ricerca del vostro più intimo essere. Non si confonda il mio obiettivo con un atto di meschina superbia, ma lo si intenda come un semplice invito a porsi in gioco, a riscoprire il desiderio di conoscere qualcosa che potrebbe oltrepassare le mere apparenze. Ebbene, che venga afferrata la nostra lanterna e si cominci a far luce tra le immagini della mente. La vita altro cos’è se non una costante prova, un appello alla ricerca, continua, senza interruzioni, che non assopisca mai il desiderio di conoscere?  

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