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Dolce metà? No, grazie

Una coppia che vive nella sua pienezza è formata da due interi che scelgono di condividere un percorso

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Quante volte, riferito al partner avete sentito o pronunciato la frase: “la mia dolce metà”?. Concetto tutt’altro che virtuoso nella vita personale e di coppia. 

L’idea che per completare noi stessi abbiamo bisogno di qualcun altro è un principio che non giova alla ricchezza di risorse che ogni essere umano porta con sé. 

Una coppia che vive nella sua pienezza è formata da due interi che scelgono di condividere un percorso.

Nella vita di una coppia superata la fase dell’innamoramento, diventa importante affrontare con serenità e sincerità la fase della disillusione, dove quelli che prima ci sembravano elementi di attrazione si trasformano in atteggiamenti che non riusciamo a sopportare. 

Parlarsi apertamente e con onestà, in questa fase, diventa essenziale per non covare risentimenti che erodono da dentro il rapporto e soprattutto per dare l’opportunità alla coppia di trasformarsi e cambiare mentre cambiamo noi stessi all’interno. 

Se pensate all’evoluzione delle specie, noterete con chiarezza che le specie che sono sopravvissute nel corso di milioni di anni, sono quelle che hanno avuto la capacità di cambiamento e trasformazione.

La vita di una coppia dovrebbe essere una continua chiusura del rapporto, elaborazione del lutto e rinascita in una coppia nuova. Noi cambiamo nel corso del tempo e quindi non ha senso che il rapporto con il nostro partner non cambi con noi.

Secondo Sternberg la vita di una coppia si sviluppa su tre lati di un triangolo: Passione che è caratterizzata dalla fase dell’innamoramento, l’intimità che caratterizza la fase di amore e la progettualità o impegno che rappresenta la scelta di condividere insieme un percorso

Una coppia sana è quella che sviluppa contemporaneamente i tre lati del triangolo in modo equilibrato, senza mai dimenticare che lo spazio personale di ognuno dei partners all’interno della coppia è di vitale importanza, ognuno deve potersi autodeterminare come individuo, accettando le diversità come ricchezza e non come un affronto all’altro. 

Qui serve un grande percorso di accettazione che in una vita di coppia fa decisamente la differenza.

Un modo sano per condividere questi passaggi all’interno di un rapporto è sicuramente la comunicazione empatica (o non violenta). Individuare i propri bisogni e comunicarli al partner è molto meglio che riversare sull’altro la colpa di un passaggio a vuoto

Se dialogando parliamo in prima persona e comunichiamo cosa accade, come ci fa stare quello che accade, cosa vorremmo in quel momento e cosa può fare il nostro compagno o la nostra compagna per noi, seguiremmo un sentiero virtuoso di comunicazione che difficilmente incontrerebbe ostacoli all’empatia e quindi ad una sana condivisione di intenti.

Diamo spazio alle nostre emozioni. Se parliamo col cuore, siamo quasi certi di incontrare il cuore di chi ci ascolta.

In fondo… ”Non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative ne tu sei al mondo per soddisfare le mie, se ci incontriamo è bene, se non ci incontriamo è bene uguale” cit.

Emanuele Saponieri Counselor Professionale.

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