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Scegliere: meglio “a pelle” o “con attenzione”?

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Dopo aver introdotto precedentemente il concetto di maschile e femminile dentro e fuori ognuno di noi sono arrivata a poter entrare nel vivo della sfera olistica e più precisamente nella “relazione d’aiuto”, in quanto professionisti regolati dalla legge 04/2013.

Sono anni che studio per aumentare gli strumenti e per migliorare quelli che già ho, e nell’ambito olistico, che sia nei trattamenti-massaggi e nel counselling, è essenziale non solo conoscere sotto un profilo tecnico e scientifico ma sostengo che il fare esperienza sia la chiave di tutto. Per esperienza intendo saper meditare, in ogni istante della giornata, portando la meditazione in ogni gesto ed entrando nella concezione che la vita è maestra e da lei possiamo cogliere ogni insegnamento, che siamo al mondo per crescere e per “innalzarci spiritualmente” (che non ha nulla a che fare con le religioni). Asserisco questo perché andare in profondità con gli altri, che siano persone o clienti, è possibile in misura direttamente proporzionale a quanto l’operatore lo permetta con sé stesso.

Vivere una vita disordinata non porta al benessere, così come voler aiutare gli altri a star bene senza che colui che aiuta stia bene non è possibile. Il miglior esempio non sono le parole ma i gesti, questo è un insegnamento che la vita ci offre: quanta credibilità ha un fumatore nel convincere qualcuno a smettere di fumare?

Siamo specchi, l’uno con l’altro, per cui possiamo crescere insieme sia come operatori del settore, sia come clienti (e sempre innanzitutto persone).

Da Personal Trainer Sistemico (e per sistemico si intende sia familiare che personale-corporeo) suggerisco di cercare, quando si vuole raggiungere un obiettivo chiedendo aiuto a un professionista, di essere attento a chi ci si rivolge, perché ormai sembra che tutti sappiano fare tutto, per cui è importante osservare bene l’operatore per potersi poi affidare con fiducia e seguire quel che avviene nel percorso. Durante il processo l’operatore aiuta la persona a riconoscere le dinamiche distruttive di cui tutti ci siamo forniti ma che spesso lasciamo nell’oscurità e viviamo come in un loop, ritornando sempre a fare gli stessi errori, solo che la modalità più semplice per difenderci dalla nostra stessa responsabilità è che “sono gli altri quelli sbagliati”, così non prendiamo mai in mano la nostra vita, lasciando il timone a qualcun altro. Il sostegno è essenziale quando emergono delle difficoltà, così come il rinforzare il proprio potere personale, sciogliendo quello che non permetteva il normale fluire. Tutto questo è possibile soprattutto se la persona è pronta a lasciarsi accompagnare e cogliere in questa relazione che si instaura una possibilità, che può essere la base per poter proseguire serenamente da soli. Anche qui sottolineo quanto sia importante che l’operatore aiuti la persona alla indipendenza in un secondo momento, perché la dipendenza non rende liberi, adulti e quindi responsabili.

Lascio una breve meditazione da poter fare ogni giorno, al mattino, per potersi centrare sia nel respiro sia nel cuore:

Chiudi gli occhi e lascia che l’attenzione si muova gradualmente verso il tuo centro interiore. Porta le mani sul cuore spirituale, al centro del petto. Lascia che il tuo respiro fluisca dentro e fuori questo punto, senti l’energia che c’è, nel tuo corpo interiore, nel tuo cuore. Potresti sentirla leggera o pesante, che scioglie o meno. Per ora lascia che il tuo respiro dalle narici scenda fino al tuo centro, il centro del tuo cuore, e che poi scorra indietro, dal cuore fino a passare di nuovo attraverso le narici. Quando sentirai di aver raccolto e riempito abbastanza il tuo centro, lentamente e con molta dolcezza, porta il tuo respiro al suo ritmo naturale, allontana le tue mani dal petto e apri gli occhi. Che sia per te una buona giornata.

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