La Sindone di Bitonto

L’autore della copia della Sindone ha saputo cogliere molti aspetti essenziali dell’originale riproducendo non solo la doppia immagine di Cristo al negativo ma anche le alterazioni dell’originale dovute alla bruciatura e piegature

Nel 1946 il vescovo di Bitonto Mons. Taccone fece stampare un volantino nel quale riportava la storia della Sindone conservata presso la Chiesa del Purgatorio, a cura dell’Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio.
In quell’anno correva il terzo centenario della riproduzione della Sacra Immagine dall’originale. Durante l’ostensione della Sindone avvenuta a Torino il 4 giugno 1646, la Sindone si era ravvivata in modo miracoloso, per cui furono realizzate tre copie. 
Scrive il vescovo Mons. Taccone: “Ne approfittò il Nunzio Apostolico presso la casa Sabauda Mons. Alessandro De Crescenzio, Vescovo di Ortona, che sovrappose alla sindone originale un telo di lino di uguali dimensioni su cui si riprodusse in modo perfetto l’immagine del Divino Nazzareno”. Successivamente Mons. Alessandro De Crescenzio fu nominato vescovo di Bitonto e in data 25 maggio 1659 con atto del notaio Cesare Siccoda, alla presenza di alcuni ordinati del clero e del Capitolo Cattedrale, donò la reliquia con l’impegno che sarebbe stata conservata in una custodia dell’altare delle reliquie della Cattedrale.
A margine della copia è riportata la seguente iscrizione: “EXTRACTUM EXORIGINALI TAURINI ANNO 1646”.
Il trasferimento delle virtù taumaturgiche dalle reliquie agli oggetti che ad esse venivano accostati era una pratica diffusa nel medioevo e in essa si riponeva una fede 
cieca e profonda.
Il venerdì Santo del 1659 il vescovo, quale atto penitenziale, accompagnò in pompa magna la Sindone durante la processione a piedi scalzi e con la fune al collo. La devozione verso la Sindone subì un notevole impulso tanto che fu ostentata oltre che il Venerdì Santo, anche il 3 maggio, giorno in cui ricorre la festività dell’Invenzione della Croce. Leggiamo, infatti, in una memoria della visita pastorale compiuta dal Vescovo Luca Antonio Della Gatta che, fra i compiti del Capitolo Cattedrale, vi è quello di: “nel giorno dell’Invenzione della Croce a dì 3 maggio si porta in processione la Sindone dalla Cattedrale alla Chiesa del Crocifisso ed ivi si canta solennemente il vespro, terminato il quale, la processione ritorna e si visitano i due monasteri di monache e del conservatorio (delle Marteri, n.d.r.)”.
Nel 1959 furono effettuati dei lavori di ristrutturazione della cattedrale e fu rimosso l’altare delle reliquie, per cui la copia della Sacra Sindone di Bitonto fu trasportata in luogo sicuro. Attualmente viene portata processionalmente il Venerdì Santo dai confratelli dell’Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio (Purgatorio).
Caratteristiche La Sindone è un lenzuolo di lino di ml 4,25 per m 0,90 escluso i margini 
inseriti in una bordatura di tessuto rosso intramezzato da una trine dorata che lo circonda. Dello stesso tessuto è anche la foderatura; il lenzuolo presenta segni di tarli e rammendi operati nel tempo specialmente sui bordi.
L’autore della copia della Sindone ha saputo cogliere molti aspetti essenziali dell’originale riproducendo non solo la doppia immagine di Cristo al negativo ma anche le alterazioni dell’originale dovute alla bruciatura e piegature, nonché macchie di umidità presenti in particolar modo nella parte centrale. La figura del Cristo è alta quanto l’originale ml 1,82, l’apertura delle spalle è di ml 0,48 dalla fronte al mento misura cm 20, la larghezza del viso è di cm 13.
Al margine destro del lenzuolo vi è la seguente scritta in maiuscolo: EXTRACTUM EX ORIGINALI TAURINI 1646