Sette consigli per migliorare la pronuncia del tuo inglese

Nessuna difficoltà è insuperabile

Per lo studente italiano la lingua inglese presenta una serie di difficoltà che spesso possono sembrare insuperabili; tra le più importanti di queste, sicuramente si annoverano i tempi dei verbi (basta pensare al terrificante Present Perfect Continuous), le preposizioni e i tanto odiati phrasal verbs. Forse i problemi più esasperanti e ricorrenti, però, riguardano la pronuncia.

Ciò dipende in gran parte dal fatto che le lettere inglesi non hanno una pronuncia regolare: la stessa lettera (o sequenza di lettere) può essere pronunciata in due, tre o più modi diversi a seconda del contesto; può anche non essere pronunciata affatto. In più, mentre esistono alcune regole utili per chi cerca disperatamente di capire la logica dei suoni dell’inglese, la realtà è fatta soprattutto di migliaia di eccezioni, tanto è vero che spesso si fa prima a imparare la pronuncia parola per parola.

Davanti a questa situazione, lo studente ha bisogno non solo di sapere quali delle regole vale la pena di imparare ma anche di sviluppare delle strategie di sopravvivenza. Qui sotto offro alcuni suggerimenti.

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  • Impara i simboli fonetici! Mentre le lettere cambiano spesso pronuncia tra un contesto e un altro, i simboli fonetici rappresentano un punto fermo di riferimento. Se dagli esempi forniti dal tuo vocabolario non riesci a capire come si pronunciano, chiedi direttamente al tuo insegnante o cerca un sito internet che dà la possibilità di ascolto dei diversi suoni (es. http://www.antimoon.com/how/pronunc-soundsipa.htm).
  • Quando incontri una parola nuova, cerca sempre di impararne la pronuncia insieme al significato: se hai difficoltà nel capire i simboli fonetici, trova un sito internet (es. http://www.forvo.com/languages/en/) che ti permetta di sentire le parole pronunciate da un madrelingua. Ricorda inoltre che è molto più facile imparare una nuova pronuncia che disimparare una pronuncia sbagliata.
  • Ricorda che per quanto riguarda il suffisso “-ed” (del passato e del participio passato), la vocale non viene mai pronunciata a meno che la consonante precedente non sia una “t” o “una “d”: es. wanted, needed, waited, downloaded, ecc.; in questi casi l'ultima sillaba si pronuncia [id]. In tutti gli altri casi, la “e” non si sente proprio: es. walked, played,liked,finished, ecc..
  • Non pronunciare né la “r” finale (es. teacher, car) né la “r” davanti a un’altra consonante (es. park, serve).
  • Ricorda che le vocali non accentate tendono a ridursi.
  • Associa le parole monosillabiche più difficili da pronunciare a parole più semplici con le quali fanno rima e di cui conosci già la pronuncia: es. throughblue; thoughgo; coughoff; ecc.
  • Per le parole più lunghe, assicurati di aver capito dove cade l’accento principale. Mettendo tutta l’enfasi su quella sillaba, renderai subito più comprensibile la parola: es. afterNOON, perFORMance, NECessary, ecc.).
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