A Vasto il Cammino Interregionale delle Confraternite. Da Bitonto cinque delegazioni

Nella città abruzzese presenti i confratelli di San Filippo Neri, San Michele Arcangelo, Monte dei Morti della Misericordia, Sant’Antonio di Padova e l’Arciconfraternita del SS. Rosario

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Domenica 2 settembre si è svolto a Vasto l’XI cammino interregionale delle confraternite di Abruzzo e Molise, esteso anche alle confraternite delle Diocesi di Marche, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia.

Migliaia di confratelli con i caratteristici abiti tradizionali, le insegne e gli stendardi si sono riversati per le vie della città abruzzese per testimoniare la loro fede e l’impegno nella vita della Chiesa.

Da Bitonto (città dalla ricca tradizione confraternale, con circa 23 confraternite e pie associazioni attive) hanno partecipato al cammino la Confraternite di San Filippo Neri, San Michele Arcangelo, Monte dei Morti della Misericordia, Sant’Antonio di Padova e l’Arciconfraternita del SS. Rosario, da anni impegnata nel promuovere momenti di fraternità e preghiera e instaurare scambi culturali con altre realtà confraternali.

Dopo il raduno e la registrazione iniziale, alle 15.30, presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore, S.E. Mons. Bruno Forte, Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto e Presidente della Conferenza Episcopale Abruzzo-Molise, ha tenuto una edificante Catechesi sul mistero della Croce. A seguire la Solenne Celebrazione Eucaristica e il cammino di preghiera per le vie del centro storico di Vasto, con l’immagine settecentesca del Crocifisso, opera dell’artista Giacomo Colombo restaurata e restituita alla cittadinanza grazie al contributo del Coordinamento delle Confraternite Vastesi.

Nel corso della sua omelia, l’Arcivescovo ha ricordato l’importanza delle confraternite nella vita della Chiesa, il loro ruolo di custodi e promotrici della pietà popolare che è espressione di fede viva e forza evangelizzatrice, come ha sottolineato anche il Santo Padre Francesco nella esortazione apostolica Evangelii Gaudium.

Guardando al mistero della Croce, da cui emerge il volto di un Dio “compassionato”, che si dona fino al punto di uscire totalmente da sé nell’alienazione della morte per accoglierci in sé nel dono della vita, il presule ha invitato tutti i membri delle confraternite a essere discepoli d’amore e segni luminosi della presenza di Cristo nel mondo, nonché a fruttificare il dono della Parola di Dio con la carità e con le opere, come traspare dalle letture della XXII Domenica del Tempo Ordinario.

Un impegno forte che chiama a raccolta ancora oggi, nel terzo millennio, tutte le confraternite italiane, consapevoli di “essere nel mondo, ma di tendere al cielo”.