Oggi l'addio a don Antonio Mattia già parroco della chiesa di Cristo Re Universale e già parroco-rettore della Basilica Santi Medici

Il teologo Giuseppe Cannito: “Ha generato nel cuore del clero e dei laici bitontini sentimenti di affetto e stima nel promuovere con umiltà una ricca pace interiore spirituale, che lui mostrava con semplicità, tenerezza e naturalezza”

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Oggi nella Cattedrale di Bitonto mons. Giuseppe Satriano arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto presiederà la liturgia eucaristica esequiale di don Antonio Mattia deceduto mercoledì 29 dicembre 2021, concelebreranno mons. Domenico Ciavarella vicario generale arcidiocesi, don Giovanni Giusto vicario episcopale territoriale, don Nicola Cotrone parroco chiesa Cristo Re Universale, i sacerdoti del capitolo Concattedrale, i sacerdoti delle comunità parrocchiali bitontine, i confratelli della confraternita di San Pasquale Baylòn e i fedeli laici. Don Antonio Mattia nato a Bitonto il 17 gennaio 1933 dopo aver completato gli studi teologici presso il Seminario Regionale Pugliese “Pio XI” di Molfetta da mons. Aurelio Marena il 15 luglio 1956 fu ordinato presbitero nella Cattedrale di Bitonto, nel 1957 lo nominò rettore del Seminario diocesano minore. Con il decreto episcopale del 24 dicembre 1963 di erezione della nuova parrocchia di Cristo Re Universale il 12 gennaio 1964 ci fu l’immissione canonica del primo parroco che venne affidato il mandato a don Antonio Mattia con l’aggiunta di padre spirituale della confraternita di San Pasquale Baylòn, ha insegnato Religione nell’Istituto Superiore Tecnico Statale Industriale “A. Volta” di Bitonto. L’arcivescovo di Bari-Bitonto mons. Mariano Magrassi l’8 dicembre 1984 gli conferì la nomina di parroco-rettore della Basilica dei Santi Medici (secondo parroco-rettore), si tuffò con entusiasmo in questo nuovo servizio pastorale che ricoprì brevemente fino al 29 giugno 1989 (appena cinque anni) lasciando un ricordo indelebile nel promuovere le prime iniziative socio-sanitarie: la Mensa, il Servizio Guardaroba e l’Ambulatorio. Per sua volontà abbellì artisticamente l’altare maggiore dei Santi Medici con un prezioso crocifisso ligneo e un pregevole tabernacolo intagliato in ciliegio (ancora oggi sono venerati dai fedeli), e arricchì architettonicamente il presbiterio della Cripta Pontificia con quattro preziose icone, che sono tutt’oggi venerate dai cattolici e ortodossi. Il 23 marzo 1987 don Antonio Mattia organizzò con dedizione insieme a mons. Carmine Fallacara vicario generale della diocesi la traslazione delle spoglie mortali del vescovo mons. Aurelio Marena nel sarcofago tombale situato sul fondo del transetto absidale lato est in Basilica, con le procedure canoniche, giuridiche e istituzionali (fu un evento storico per la chiesa e la città di Bitonto). Il 24 settembre del 1988 curò nella Basilica dei Santi Medici un convegno scientifico sul tema: “Fede e Scienza: Giuseppe Moscati”, con presentazione di mons. Francesco Cacucci arcivescovo di Bari-Bitonto, la magistrale relazione scientifica fu illustrata dallo scienziato italiano prof. Ernesto Quagliariello, l’obiettivo di fondo del convegno era quello di mettere in risalto la figura ed il ruolo dei medici da onorare e di rendere più umana la medicina verso tutti. Il 21 ottobre 1989 mons. Mariano Magrassi gli conferì il mandato di parroco della chiesa di Cristo Re Universale (ritornò nella sua amata parrocchia) che ricoprì fino al 9 novembre 2011 allorquando lasciò per motivi di limite di età e anche di salute. La sua ultima presenza ufficiale nella Basilica dei Santi Medici avvenne il 22 marzo 1999 nella cerimonia di presentazione del pregevole volume mediceo: “I Santi Medici Cosma e Damiano la storia i miracoli la medicina”, di cui è stato l’autore il teologo prof. Giuseppe Cannito con prefazione di mons. Francesco Savino vescovo di Cassano all’Ionio, fu un evento ecumenico alla presenza di tantissime autorità religiose, civili e militari in una Basilica stracolma di fedeli laici cattolici e ortodossi. Ho avuto l’onore di conoscere in primis con don Antonio Mattia come parroco-rettore e come amico, è stato un sacerdote ricco di spiritualità, con il suo passo lento, la sobrietà nei gesti, con un sorriso leggero salutava tutti con garbo, la fedeltà evangelica ancorata alla fede ha generato nel cuore dei fedeli sentimenti di affetto e stima nel promuovere con semplicità una pace interiore spirituale, questa è la testimonianza del prof. Giuseppe Cannito.