Banco di Napoli di Bari sotto tiro. Il direttore, un bitontino, artefice di una possibile truffa

Ieri mattina protesta dinanzi alla filiale barese di via Abate Gimma

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Ieri mattina, dinanzi alla filiale barese del Banco di Napoli, sita in via Abate Gimma, si è svolto un sit in di protesta da parte di alcuni contribuenti.

Paese che vai, bitontino che trovi.

Infatti, è proprio un nostro concittadino, G.M., classe ‘63, direttore della suddetta banca, che pare abbia truffato onesti cittadini sembra giocandosi tutti i loro risparmi.

Il tutto sarebbe stato svolto in maniera perfetta: i moduli che venivano forniti sarebbero stati falsificati e, in tal modo, la banca non avrebbe mai trattenuto in deposito i soldi versati.

I poveri truffati hanno già denunciato, nel lontano 2011, la vicenda presso la Procura della Repubblica, e G. M. è stato iscritto, dal Pm dott. Baldo Pisani, al procedimento penale per alcuni presunti illeciti.

Dunque, in soldoni, il direttore - oggi difeso dagli avvocati Mauro Todisco e Giovanni Capaldi -  avrebbe simulato investimenti in titoli bancari e per questo sarebbe imputato per truffa e appropriazione indebita.

Dopo l'avviso di garanzia, G. M. fu sospeso e sollevato dall'incarico dall'istituto di credito, che è stato citato dai correntisti danneggiati come responsabile e perciò si costituirà in giudizio nella prossima udienza.

Ma non finisce qui.

Non sono solo quattro le famiglie offese, ma moltissime altre, che non sono ancora riuscite ad ottenere una sentenza da parte del giudice.

«Ci fidavamo di lui, non parlavamo con un semplice impiegato o un consulente finanziario, era il direttore – dicono con tanta amarezza alcuni presenti -. Facevamo puntualmente versamenti con delle scadenze e gli interessi non venivano mai prelevati: quando siamo riusciti a prendere qualcosa, il denaro veniva dato con molta titubanza poiché i soldi venivano sottratti da altri contribuenti».

Sono passati ben tre anni e in questa situazione di grave crisi, i poveri contribuenti non riescono ancora ad aver giustizia: «È troppo tempo che attendiamo – continuano –. Il giudice ha disposto la prossima udienza il prossimo novembre e in tutto questo né lui, né la banca, né tanto meno i loro legali si sono mai presentati. La banca non si è costituita nemmeno parte civile».

I concittadini – e non – hanno per questo manifestato pacificamente ieri mattina in attesa di una risposta.