Caso oncologo Rizzi: dopo l’arresto, arriva la sospensione dell’ordine dei medici

Il Consiglio dell’Ordine barese ha esaminato la pratica del medico bitontino, finito in manette per concussione aggravata verso un paziente malato di cancro

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L’oncologo bitontino Giuseppe Rizzi, ex dipendente dell'Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari e arrestato il 28 maggio per concussione aggravata nei confronti di un paziente malato di cancro, è stato sospeso dall’Ordine dei medici.

Lo ha disposto il Consiglio dell’Ordine dopo aver esaminato la pratica aperta a seguito della ricezione degli atti giudiziari della Procura di Bari che ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per il medico, al termine di un’indagine condotta dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri e coordinata dal pm Marcello Quercia. Insieme con Rizzi è indagata anche la compagna, Maria Antonietta Sancipriani, che avrebbe svolto un “ruolo meramente ancillare” negli atti illeciti dell’oncologo, seppur sempre presente -secondo le testimonianze raccolte fino ad oggi nel corso delle indagini-  e fosse possibile considerarla come sua segretaria. Lo avrebbe aiutato, dunque, a far credere al paziente malato di cancro di dover pagare per ricevere la somministrazione di alcuni farmaci che invece il Servizio sanitario nazionale fornisce gratuitamente. In totale il paziente avrebbe versato 127mila euro.