Covid. La variante delta è ormai predominante e il virus corre. Anche ieri 80 nuovi casi registrati

Per l'assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco, non bisogna allarmarsi: “I contagi sono in un lieve aumento, ma parliamo di numeri assolutamente gestibili. Non ci sono grossi segnali di ospedalizzazione”

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La variante Delta è diventata ormai predominante rispetto alla Alpha.

Il sorpasso è stato certificato dagli ultimi sequenziamenti dell'Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, in cui su 69 campioni di test positivi analizzati, ben 40 erano infettati dalla cosiddetta variante indiana.

Tra i pugliesi, ricresce la paura, alimentata anche dai numeri dei contagi non certo confortanti.

Solo ieri, la nostra regione ha infatti contato 80 nuovi casi. Saliti anche i ricoveri ospedalieri: 7, 10 in più rispetto al giorno prima. Le terapie intensive sono invece 9 (uno in meno rispetto a 24 ore prima).

Per l'assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco, non bisogna allarmarsi: “I contagi sono in un lieve aumento, ma parliamo di numeri assolutamente gestibili. Non ci sono grossi segnali di ospedalizzazione”. In effetti dal 30 giugno scorso l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive da parte di pazienti Covid è ferma al 2% in tutta la Puglia. Stessa percentuale anche per i reparti di malattie infettive e pneumologia. L’ultimo scostamento si è registrato il 14 luglio, quando il tasso era al 3 per cento.

L'occupazione dei posti letto potrebbe essere uno dei paramenti fondamentali per definire “il colore” della Puglia, nel momento in cui il governo dovesse cambiare i paramenti di valutazione delle aree di rischio.

Una decisione che il governo dovrebbe prendere nelle prossime ore dopo aver ricevuto una proposta congiunta dalla Conferenza delle Regioni.

“Dovremo stabilire insieme i nuovi parametri – ha commentato Lopalco - e dobbiamo prendere una decisione comune anche sull’adozione del Green pass, su cui però siamo tutti d’accordo che è importante utilizzarlo come metodo per evitare le chiusure. Il principio è: se la situazione epidemiologica dovesse in qualche modo prevedere la chiusura dei ristoranti, io questa chiusura la posso prevenire perché non ha senso che una persona vaccinata non vada al ristorante”.