Disabili si ribellano: "No ai bandi della Asl per carrozzine, deambulatori e prodotti per le piaghe"

Marilena Ciocia (ROAD): "La scelta di risparmiare sulla spesa sanitaria, toglie la possibilità di contattare il fornitore locale e fa venir meno il rapporto di personalizzazione che ogni ausilio necessita"

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Leggere che la Asl di Bari sta facendo economia sulla pelle di noi disabili a maggior ragione in questi tempi di Covid19, è squallido e deprimente”. Comincia così il post di sfogo del nostro concittadino Domenico sul suo profilo facebook. “Questi signori burocrati non immagino che per un dannato joystick rotto, un distrofico è costretto a stare a letto con mille conseguenze negative a livello di dolori ossei, muscolari e psicologici, e se non fosse per le persone di buona volontà che animano le ortopedie, chissà quanto tempo sarebbe durata quella carcerazione, e scrivo così perché è peggio di una carcerazione”.

Ma andiamo con ordine. È notizia recente, infatti, che l’Asl di Bari abbia da poco iniziato a bandire gare d’appalto per la fornitura alle persone disabili di ausili afferenti all’assistenza protesica. Nello specifico molti dei distretti socio sanitari della Asl stanno svolgendo bandi e gare a ribasso per l’assegnazione di carrozzine, deambulatori, prodotti per la cura delle piaghe da decubito e tutta una serie di dispositivi utili per svolgere la loro quotidianità sia dal punto di vista pratico-funzionale, che psicofisico.  In sostanza, se finora il cliente si affidava alla sanitaria di fiducia, che provvedeva a gestire le pratiche, a recarsi alla Asl, a interpellare eventualmente specialisti medici e tecnici in caso di esigenze dei pazienti, in futuro potrebbe accadere che ci sia la consegna diretta (dopo autorizzazione Asl) da parte dei produttori dei dispositivi direttamente a casa del paziente. Questo causerebbe una possibile carenza del servizio rispetto agli standard a cui si è abituati.

Infatti è lo stesso amico Domenico che lo sottolinea nel post: “Non dimentichiamo le mille regolazioni, manutenzioni che, pazientemente, i tecnici mettono in essere per adattare le carrozzine ai cambiamenti di postura che le varie patologie richiedono per permetterci di stare semplicemente seduti in modo corretto. Quindi non permettere alle ortopedie di fornirci ausili fatti ad arte, è un gesto di inciviltà e cinismo da parte di chi non sa nulla di disabilità e movimenta numeri da tastiere di PC non capendo che si sta giocando con la vita delle persone”.

A tal proposito è intervenuta anche la Road guidata dall’instancabile Marilena Ciocia: “Noi come Associazioni svolgiamo quel delicato compito di mettere in atto le necessarie misure affinché sia loro garantito il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata, il più possibile indipendente nel rispetto della loro dignità e del principio delle pari opportunità.  La scelta dell’Asl Ba di bandire delle gare a ribasso al solo fine di risparmiare sulla spesa sanitaria, espone i disabili a tutte quelle criticità che un prodotto scelto in funzione del prezzo può manifestare nel corso dell’utilizzo, priva di fatto gli stessi della libera scelta del fornitore locale e di quel rapporto di assistenza e personalizzazione di cui ogni ausilio necessita, concedendo a operatori non specializzati di prendere parte ad una così delicata funzione del programma riabilitativo dei nostri assistiti”.

E gli stessi titolari delle sanitarie sono preoccupati: “In un momento di crisi come questo, si andrebbe anche a discapito delle risorse umane che lavorano nelle nostre aziende che potrebbero essere licenziate. Le gare, soprattutto se aperte a tutti gli operatori, fornitori compresi, avranno una concorrenza per noi insostenibile”.

I disabili in ultimo annunciano: “Se non si cambia rotta dobbiamo scendere in piazza e farci sentire”.