Emergenza Covid, Montanaro: "Situazione complessa, da gestire anche chi soffre di patologie differenti"

Il direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia: "La rete anti Coronavirus sta assorbendo bene i ricoveri. Raddoppiate le assunzioni degli operatori sanitari"

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“Ad oggi abbiamo dall'inizio della pandemia (quindi prima e seconda fase) 35.000 contagiati: oggi ne abbiamo contati un migliaio; abbiamo 1500 ricoverati contemporaneamente in questo momento; abbiamo 3100 posti letto con l'ultima rete deliberata il 9 novembre”. Sono i numeri dati dal Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro durante una videoconferenza con il Rotary Club Bari Sud. “Nonostante la curva dei contagi mostri qualche leggero appiattimento o sembra aver preso un minimo di discesa, abbiamo un numero di nostri corregionali che hanno bisogno di essere ricoverati, superiore al numero di posti letto che riusciamo a conferire alla rete del covid”. In questa situazione “non possiamo assolutamente immaginare di smettere di curare tutti coloro che hanno o soffrono di patologie differenti”: “anche perché il presidente Michele Emiliano ci ha dato la missione di cercare di tenere attivo tutto ciò che è la cura di patologie non connesse al covid. Non è semplice stiamo portando avanti un percorso davvero molto complesso”, ammette Montanaro. Le situazioni più preoccupanti a detta del direttore, attualmente, si registrano soprattutto nella provincia di Foggia e nella Bat, mentre nel Barese la situazione sembra leggermente migliorata; Brindisi, Taranto e Lecce, non hanno grandi problemi: “situazioni complesse, ma non da allarme come nel nord della Puglia”, conferma Montanaro. Sul virus confessa: “avevamo fatto dei piani e dei programmi nei mesi scorsi, non immaginando che il virus potesse riprendere” in maniera così “cruenta, così tanto presto”. Si era immaginato “di avere qualche settimana in più a disposizione”, che “la diffusione fosse meno rilevante”. Nonostante questo, ci sono stati numerosi investimenti economici che hanno consentito di “incrementare sia i posti di terapia intensiva, che di sub-intensiva”, ma alcuni “di questi sono in corso di attivazione attraverso lavori, talvolta anche complessi”, ha spiegato Montanaro. Pero, da situazioni “come queste si rilevano informazioni utili per programmare il futuro del sistema sanitario regionale, nazionale e forse anche mondiale. Noi stiamo cercando di ‘approfittare’ del covid: dovendo rispondere alle esigenze dei nostri concittadini” si cerca di “dare risposte qualitative migliori”. Nelle “difficoltà che stiamo vivendo”, si vuole cercare di “ridurre quell’indice di fuga” verso “sistemi sanitari di altri regioni” dove “i nostri concittadini si recavano per ottenere cure”. Inoltre nella giornata di ieri, assieme al prof. Lopalco, si è chiuso un importante accordo per la consegna di kit antigenici da consegnare alla “medicina di base, con i pediatri di libera scelta, ovviamente programmando anche investimenti futuri”. “E’ il momento di investire sul territorio”: con le “risorse finanziarie si riescono a modificare dei modelli organizzativi che prevedono, innanzitutto, assunzione di capitale umano, di risorse, di professionisti”. Negli ultimi dieci anni si sono rilevati numerosi pensionamenti che non sono stati sostituiti “da altrettante assunzioni. Oggi possiamo migliorare questa situazione”. Sono state effettuate numerose assunzioni nel sistema sanitario regionale e si stanno aggiungendo “infermieri e oss che potranno reintegrare le dotazioni organiche”. L’occasione fornita dal covid ha consentito anche di ottenere “il raddoppio delle scuole di formazione e delle scuole specializzazione dell'Università degli studi della Puglia portandole a quasi 600 unità: sono state incrementate rispetto agli altri anni del 73%”. In ultimo ha spiegato: “Contiamo nel corso dei prossimi 2-3 anni di assorbire l'imbuto formativo, cioè tutti coloro che si sono laureati e che non sono riusciti ad entrare in specializzazione”. Questo “ci potrà portare ad avere un numero molto più significativo di specializzati a cominciare da quelle discipline che oggi davvero hanno una grandissima difficoltà di reperimento sul mercato: prima tra tutte la disciplina della “anestesia e rianimazione”, che vede una carenza enorme”. “Noi siamo qui, abbiamo le idee chiare, abbiamo l'auspicio di liberarci presto da questa morsa, perché queste idee che abbiamo possano essere portate a termine con lo spirito di sacrificio e di gruppo che ci ha contraddistinto fino ad oggi”.