Emergenza maltempo, diversi i danni e i disagi causati dell'intensa pioggia. Tiflis in piena

Strade e ferrovie allagate, cantine sommerse, rami di alberi spezzati hanno reso un incubo la giornata di ieri

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Caos, danni e tanti disagi. E’ un bilancio drammatico quello della grave ondata di maltempo che ha colpito ieri diverse città della Provincia di Bari, tra cui Bitonto.
Diverse strade allagate hanno mandato il traffico in tilt e creato non poche difficoltà agli automobilisti.
Non sono mancati, infatti, casi di persone rimaste bloccate con il veicolo in avaria a causa dell’acqua alta.

Strade letteralmente trasformate in fiumi e laghi hanno tagliato l’accesso in molte zone della città, tra cui le frazioni di Mariotto e Palombaio. In alcune strade, inoltre, la presenza di rami spezzati, anche a causa della grandinata scatenatasi nel tardo pomeriggio, ha ostacolato ulteriormente la circolazione veicolare, come nel caso del ponte vicino all’Istituto Maria Cristina, dove un ramo ha ceduto, cadendo sull’asfalto, già sommerso dall’acqua.

Disagi anche per il traffico ferroviario, con treni bloccati per quasi un’ora a causa dell’intensa quantità d’acqua che ha sommerso i binari. Lo spazio antistante la stazione Medici è si è trasformato in un immenso lago.

Il flusso ingente di acqua non ha risparmiato neanche le abitazioni. Si segnalano, infatti, casi di cantine allagate fino ad un metro e mezzo di altezza, come nel caso, da noi documentato, di via Castelfidardo. Alto è, ovviamente, il rischio di danni alle strutture, a causa delle infiltrazioni.

A dare testimonianza del copioso flusso d’acqua precipitato in queste ore è la piena del Tiflis, che in alcune zone è esondato, rompendo gli argini e inondando le campagne. Enorme la quantità d’acqua che, dalle colline della Murgia, si è diretta a valle, attraversando Bitonto. Una tale quantità di acqua che il Tiflis, antico torrente ormai prosciugato, non vedeva da tempo.

Un evento che ha attirato la curiosità di non pochi cittadini che si sono riversati sui ponti per osservare quel vecchio corso d’acqua, rinato per un giorno.

Restano ora da quantificare i danni che non saranno sicuramente lievi. E non solo nelle città. Toccherà fare la conta dei danni anche agli agricoltori.