Emergenza rifiuti. Dalla Città metropolitana in arrivo dieci nuove camere per il monitoraggio ambientale. Ma sono davvero la soluzione al problema?

Da via Spalato impegno di spesa di 38mila euro per un anno con una specifica ditta barese

Il fenomeno, in realtà, non fa più notizia, anche se fa c’è sempre rabbia e indignazione quando se ne parla. Il crescente fenomeno dell'abbandono dei rifiuti nelle aree periferiche pubbliche, nelle piazzole di sosta e sui bordi stradali di alcune strade metropolitane costituisce una grave forma di degrado dei luoghi che pregiudica l'immagine turistica della Puglia. Dalla Città metropolitana (e non solo in realtà, viste anche le decisioni prese dall’assessore regionale all’Ambiente con lo stanziamento di due milioni di euro) ne sono perfettamente consapevoli tanto è vero che a fine 2021 da via Spalato è stata indetta una trattativa diretta per la fornitura del servizio di noleggio di dieci camere dedicate al monitoraggio del fenomeno di abbandono dei rifiuti mimetizzabili tra i rifiuti stessi e/o nell'ambiente e, soprattutto, servizi tecnici connessi ed estrapolazione dei dati da elaborare, nonché l'eventuale  servizio SAPR (Drone) ove necessario per motivi di polizia giudiziaria. La trattativa ha portato a un accordo con una ditta barese per una cifra vicina ai 38mila euro per un periodo di dodici mesi e ufficializzato nei giorni scorsi con una determina dirigenziale ad hoc.

Altre telecamere, allora. Non sono le prime (basti pensare che ci sono le fototrappole affidate alla Sanb e arrivate grazie all’Agenzia regionale per la Gestione dei rifiuti, Ager) e non saranno le ultime. Ma quali risultati concreti hanno prodotto finora?