Ex ospedale, Damascelli incontra il direttore generale della Asl di Bari e il capo di gabinetto in Regione

La denuncia del consigliere regionale: "I presidi territoriali di assistenza stanno subendo un continuo depotenziamento, esattamente il contrario di quanto promesso"

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«Potenziare i servizi sanitari di prossimità, erogati dagli ex ospedali riconvertiti in presidi territoriali di assistenza: è la richiesta che ho ribadito in un nuovo incontro con il direttore generale dell’asl Bari Antonio Sanguedolce, questa mattina negli uffici della Presidenza della Regione Puglia, che ho ritenuto di dover coinvolgere visto che la delega alla Sanità è tenuta dallo stesso presidente. L’incontro è stato organizzato, a seguito delle mie sollecitazioni, da Claudio Stefanazzi, capo di gabinetto del governatore Michele Emiliano». Lo rende noto il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli.

«I presidi territoriali di assistenza – sottolinea – stanno subendo un continuo depotenziamento, esattamente il contrario di quanto promesso. L’assistenza sanitaria di prossimità è un punto nevralgico dei servizi sanitari, che non può essere sottratta ai cittadini, soprattutto agli utenti più fragili». 

«Ho sottoposto l’urgenza di risolvere problemi che riguardano tutti gli ex ospedali, a cominciare da quello di Bitonto che serve un bacino d’utenza molto vasto. Ho ribadito – continua Damascelli – la necessità di provvedere alla riconversione definitiva in pta, ristrutturando e riqualificando ambienti in abbandono con l’impiego di fondi europei rimasti nel cassetto (per Bitonto sono già disponibili cinque milioni). Dal dg mi sono giunti riscontri confortanti, che mi auguro si traducano presto in fatti».

«Per riattivare l’ambulatorio di Pneumologia, chiuso a seguito del pensionamento del medico responsabile – continua – mi è stato assicurato un concorso ad hoc per reperire specialisti pneumologi, al momento indisponibili. Quanto invece all’ambulatorio di Diabetologia, che ha subìto la riduzione del servizio a due sole mattine a settimana, ho lamentato un taglio che sta impedendo anche l’erogazione del day service di Diabetologia, ovvero una serie di visite specialistiche e diagnostiche collegate alla patologia. Il direttore generale si è impegnato a provvedere in breve tempo al ripristino completo del servizio. Anche per l’ambulatorio di Ginecologia, al momento affidato ad un solo medico, ho incassato l’impegno ad un potenziamento necessario».

«Per quanto riguarda il servizio tac dell’ambulatorio di Radiologia – prosegue – mi è stato garantito che si provvederà allo scorrimento di una graduatoria con personale a tempo indeterminato. Sull’attivazione della Casa della Salute, finalizzata a garantire continuità assistenziale nel presidio territoriale di assistenza, il dg si è detto disponibile. Resterà attivo il laboratorio di analisi, che era stato destinato a chiusura per farne un centro prelievi. Ho sollecitato la ristrutturazione degli ambienti, oggi fatiscenti e indecorosi. Ho chiesto inoltre di istituire l’ambulatorio di Gastroenterologia, mai attivato nel pta».

«Al direttore generale – fa sapere Damascelli – ho inoltre sollecitato misure di sicurezza per tutelare il personale e gli ambienti, in modo da impedire razzie di medicinali e apparecchiature, visto che il pta bitontino ha subìto ben tre furti in quattro mesi. Ho ricevuto un sì anche alla richiesta di rinnovo del parco delle tecnologie biomedicali (ecografo, isteroscopio, fibroscopio…), vecchie di almeno dieci anni».

«Ho invitato il direttore Sanguedolce e il presidente Emiliano ad effettuare un sopralluogo nell’ex ospedale di Bitonto, affinché si rendano conto delle reali necessità dei presidi territoriali di assistenza. Io non mollo – conclude – perché sto chiedendo per il nostro territorio ciò che è fattibile, come hanno riconosciuto sia il dg Asl sia il capo di gabinetto del presidente. Continuerò ad essere costantemente impegnato a farmi portavoce di istanze ragionevoli e realizzabili, in rappresentanza della comunità, e in ascolto dei professionisti della sanità impegnati sul territorio e della cittadinanza attiva».