Guerra fra clan a Bitonto. Condanne per i tre che spararono a Giuseppe Antuofermo e ad un minorenne

Decisive sono state le dichiarazioni dei feriti e le immagini delle telecamere

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Condanne per i tre che avrebbero sparato, nella mattinata del 23 marzo 2018, in via De Rossi contro Giuseppe Antuofermo, braccio destro del presunto boss Domenico Conte, e un ragazzo ancora minorenne. Sono dodici gli anni di reclusione per Benito Ruggiero, dodici per Rocco Mena; assolto - per non aver commesso il fatto- e ora libero da ogni pena alternativa Arcangelo Zamparino. Il fatto si inserisce nella lotta criminale tra il gruppo Conte e quello dei Cipriano. Come mostrarono le immagini di videosorveglianza della zona i tre dopo aver percorso i vicoli del centro storico, raggiunsero la piazza di spaccio di Conte in via De Rossi. Qui si imbatterono dapprima in una delle vedette, un ragazzo ancora minorenne, contro cui esplosero diversi colpi d'arma da fuoco, colpendolo ripetutamente alla coscia sinistra. Dopo, scorto Antuofermo, indirizzarono contro di lui l'azione di fuoco, ferendolo gravemente all'inguine. Solo la fuga delle due vittime - anche se ferite e inseguite - impedì di completare l'azione dei killer. Entrambi furono portati da amici e congiunti al pronto soccorso. Le dichiarazioni del minore furono utili agli inquirenti, per comprendere che la sparatoria scaturiva a seguito di una aggressione patita da uno dei giovani esponenti del gruppo Cipriano, ad opera di coetanei della fazione opposta, che si era verificato nei giorni precedenti. A questa sparatoria ne seguì un'altra, di risposta, il 14 marzo per cui sono stati condannati Domenico Conte, a 6 anni di reclusione, e Danilo Gentile a 4 anni e 8 mesi di reclusione. Ruggiero e Mena erano già detenuti dal 17 marzo 2018, perché ritenuti due del commando che il 30 dicembre 2017 sparò al quartier generale di Conte in via Pertini, uccidendo un pastore tedesco. Le accuse a loro carico sono di duplice tentato omicidio in concorso, detenzione illegale e porto in pubblico di arma da fuoco, spari in luogo pubblico, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso.