I Carabinieri arrestano un 43enne. Aveva commesso un furto in un capannone della zona industriale

Aveva manomesso le immagini di videosorveglianza, ma pochi secondi l'hanno tradito ed è finito in carcere

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Il  reato contestato ad un pregiudicato bitontino,  da parte della Procura della Repubblica di Bari, è quello di  furto aggravato in danno di una ditta situata nella zona industriale della città.  Il fatto risale al 22 ottobre scorso.

Le indagini sono state compiute dai militari della Stazione di Bitonto.

Le indagini avviate da quei Carabinieri, effettuate con l’acquisizione dei sistemi di video sorveglianza presenti all’interno del capannone industriale, luogo preso da pochissimi giorni in locazione da una ditta s.n.c., dedita alla fornitura di servizi alle aziende,  consentivano di far luce su di un furto avvenuto il 22 ottobre scorso, mentre era in corso l’allestimento degli arredi.

Nottetempo, un uomo, parzialmente travisato, dopo aver forzato diverse porte esterne ed interne, era entrato nell’immobile facendo razzia di tutto quello che trovava, sul suo cammino.

Due quadri elettrici, un impianto idraulico con cavi in rame, diversi termosifoni ed alcuni tombini in ghisa erano stati i beni asportati dall’ ignoto ladro.

Lo stesso che di fronte alle telecamere di video sorveglianza aveva ben pensato di manometterle; però pochi secondi di riprese, che il circuito elettronico aveva già immagazzinato nel suo hard disk, l’hanno tradito.

Gli inquirenti, difatti, erano riusciti ad estrapolare alcune immagini tali da consentire di individuare l’autore del reato; un 43enne del posto, A. C., con reati specifici,  attualmente sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel Comune di Bitonto.

Il suo volto, nonostante fosse parzialmente travisato, veniva riconosciuto dai militari della locale Stazione CC..

Il riconoscimento e gli ulteriori riscontri acquisiti nel corso delle successive indagini condotte sotto la direzione della Procura di Bari, hanno, quindi, consentito di individuare con certezza il 43enne e fargli spalancare le porte della Casa Circondariale di Bari.