Ieri l'ultimo saluto della città ad Angelo Bonelli, l'operaio morto sul lavoro

La figlia: "L’unico viaggio che avresti dovuto fare era quello di ritorno a casa"

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“L’unico viaggio che avresti dovuto fare era quello di ritorno a casa da lavoro. Come sempre. Come ogni giorno”.

I figli di Angelo Bonelli non sono ancora pronte ad affrontare l’assenza del loro papà, il 58enne bitontino precipitato da un lucernario sabato scorso a Carbonara.

“Avremmo voluto assaporare ancora qualche momento dolce con te” ha detto ieri durante il rito funebre Enza, abbracciata ai due fratelli.

Gremita la Basilica dei Santi Medici per l’ultimo saluto all’operaio edile.

“La tua è stata una vita piena di lavoro, di sveglie all’alba, di pranzi fugaci, al freddo dell’inverno o al sole cocente dell’estate” ha ricordato la figlia della vittima.

Giornate impegnative come quella del 30 luglio. Sul tragico incidente indagano i Carabinieri della compagnia di Bari-San Paolo e il personale del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, coordinati dalla pm Savina Toscani.

Sono tre, al momento, gli iscritti nel registro degli indagati, tra titolari dell’impresa edile e responsabili della sicurezza. A carico di Fabio Carofiglio, Luigi Girone e Raffaele Altamura, l'accusa di omicidio colposo con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

“Non è accettabile che i luoghi di lavoro diventino luoghi di morte, perché il lavoro è per la vita, per il sostentamento” ha detto don Vito Piccinonna, durante l’omelia, ricordando anche tutte le altre morti bianche.

“È interesse di tutti, e dunque dovere di tutti, in primis degli organi istituzionali, non solo assicurare un lavoro, ma assicurare un lavoro buono, dignitoso. Un lavoro non dignitoso ferisce la dignità del lavoratore ma pure di tutta la società. Ed è così che ci sentiamo tutti: feriti” ha continuato il parroco.

“Chi potrà riscattare queste vite? Chi potrà ridare uno sposo, un padre, un amico? – sono le domande retoriche poste da don Vito -. Non certo un risarcimento. Oggi viene impoverita non solo la vita di questa famiglia, ma anche la vita di una comunità perché, coscienti o no, siamo tutti e ciascuno tessere di un grande mosaico”.

A partecipare al dolore della famiglia, anche il sindaco Francesco Paolo Ricci.

“Una morte illogica, innaturale, che non dovrebbe mai accadere” quella di Bonelli secondo il primo cittadino, che ha invitato tutti a “ripartire dalla condivisione di questo dolore, con spirito di fiducia e coraggio, prendendo da esempio la vita di Angelo, papà, marito e nonno esemplare, ma anche cittadino attivo e lavoratore indefesso”.

Poi l’appello a tutta la comunità bitontina: “Ora dobbiamo essere particolarmente vicini alla famiglia”.