"Il futuro dell'edilizia è la bio architettura". Antonio Ruggiero svela i vantaggi a "Il Giornale"

L'intervista all'interior designer bitontino è stata ospitata sul numero di luglio di "Industria", tabloid di supplemento del quotidiano nazionale

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Il futuro dell’edilizia parte da Bitonto. E passa attraverso “tecniche costruttive e materiali che intervengano in modo neutrale nei confronti dell’ambiente circostante”.

Parola di Antonio Ruggiero, interior designer e titolare di una azienda resasi protagonista negli ultimi tempi di una vera rivoluzione del green building.

L’opera del bitontino non è passata inosservata, tanto che il mese scorso è stato raggiunto dal quotidiano nazionale “Il Giornale”, che ha ospitato una sua lunga intervista nelle pagine del tabloid di supplemento “Industria”.

«Oggi ci si aspetta qualcosa di nuovo dalle costruzioni e gli addetti ai lavori devono saper offrire ogni volta qualcosa in più»ha affermato Ruggiero.

Dopo aver installato a Bitonto la prima stazione condominiale per per la ricarica di auto, scooter e biciclette elettriche in una nuova costruzione in via Piepoli, una nuova sfida attende l’interior designer.

«Gli ambienti in cui quotidianamente viviamo sono molto degradati, in alcuni casi oserei dire malati – ha dichiarato il nostro concittadino a “Il Giornale” -. L’uso indiscriminato di prodotti chimici presenti in tutti i materiali edili e negli arredi ne è la causa principale».

«L’interno delle nostre abitazioni spesso presenta delle condizioni non proprio salutari – continua -. Basti pensare alla presenza di umidità (visibile sotto forma di efflorescenze, muffe, e altro), secchezza dell’aria, climatizzazione eccessiva, campi elettromagnetici, inquinamento acustico, esposizioni a vibrazioni, inquinamento dovuto alla combustione dei fornelli, uso di sostanze chimiche presenti nei detergenti o prodotti per la casa, presenza di gas radon (invisibile ed inodore ma spesso presente ai piani terra), scarsa o cattiva illuminazione…».

A risentirne è soprattutto la salute delle persone, come dimostrato da vari studi medici.

Qual è allora la soluzione? La bio architettura, che usa, appunto, tecniche costruttive e materiali che intervengono in modo neutrale nei confronti dell’ambiente circostante.

Un esempio di bio architettura sarà il nuovo fabbricato “Babylon serenity garden” (visitabile sul sito www.babylonbitonto.it), primo edificio ECO HI-TECH in Italiain fase di realizzazione. Il progetto, creato dalla Maison Duerrebi (impresa esecutrice) e dallo studio Ade, prevede la realizzazione nella nostra città di un edificio altamente tecnologico ed ecocompatibile.

«È composto di piano interrato, piano terra, cinque piani superiori e di uno spazio, il Serenity Garden, posto a livello lastrico, capace non solo di immergere il fruitore in un angolo verde unico e sicuro, ma anche di mostrarsi come un sistema che ottimizza, recupera e produce energia. Lo stesso caratterizza le ampie balconate a uso esclusivo degli alloggi al piano, attrezzate a verde e funzionali alla creazione di un microclima e al filtraggio delle particelle di polvere contenute in ambiente urbano. Le piante, differenti per ogni piano e per le loro caratteristiche, produrranno umidità, assorbendo CO2 e particelle di polvere, producendo ossigeno e proteggendo dalle radiazioni e inquinamento acustico, migliorando la qualità degli spazi di vita e di risparmio energetico. L’edificio, inoltre, risponde alle moderne richieste tecnologiche: in classe energetica A, si riscalda senza effondere CO2 nell’ambiente e sarà dotato di un impianto di geotermia oltre che di un avanzato sistema domotico, a garanzia di un perfetto controllo dei sistemi di sicurezza, di supervisione degli impianti condominiali e della gestione dei consumi comuni e privati».

La mission aziendale ha come obiettivo essenziale il conseguimento dell’innovazione tecnologica ed il miglioramento del comfort abitativo. «Tutto ciò dipende dalla squadra – spiega Ruggiero -. Come nel calcio, tutti i protagonisti hanno dei ruoli ben precisi all’interno di uno schema di gioco. Il nostro staff tecnico conta ben 10 figure professionali (due architetti, un interior designer, un graphic e web designer, quattro ingegneri, un commercialista e un legale) dello studio Ade, in grado di seguire l’intera realizzazione di un edificio, dalla fase progettuale alla sua realizzazione. Per questo, prima di mettere sul mercato un “nostro prodotto”, lo stesso passa al vaglio dei vari aspetti in modo da poter essere il meno possibile suscettibile di variazioni durante la sua realizzazione».