Il monumento all'artigiano abbandonato al degrado e all'incuria

Dovrebbe essere il simbolo del rilancio della zona artigianale, ma è, ormai, preda dei vandali

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Ingresso della zona artigianale, tra via Senatore Angelini e via Paolo Scoppio. Accanto al passaggio a livello che porta verso la via vecchia per Molfetta. Proprio lì, in un’aiuola oggi malridotta e sporca, nel 1996 fu eretto il monumento all’artigiano. Un manufatto che si erge verso l’alto, con degli scalini che stanno a significare la scalata professionale dell’artigiano e il suo ruolo sempre maggiore nella società. Fu realizzato dall’artista bitontino Pantaleo Avellis e giace nell’indifferenza, nonostante da quella strada ci sia sempre un traffico intenso.

Invisibile ai più, ma non a coloro che, negli anni, hanno colorato la sua pietra bianca.

«Viva la rivoluzione» è la scritta che si legge sulle pareti della scultura, accompagnata da simboli politici e disegni volgari.

Anche quel che c’è attorno non è certo più bello a vedersi. Rifiuti vari imbruttiscono l’ingresso ad una zona che, da anni, si vuole rilanciare.