Il Premio "Bontà Venerina Solidoro" tende la mano ai profughi ucraini

Emozionante cerimonia presso la chiesa del Purgatorio, domenica scorsa

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Donne col sole impigliato fra i capelli, gli occhi smarriti e le braccia forti, fortissime che stringono scriccioli bellissimi, per cercare di resistere alla follia dell'umanità che cancella tutto, specie i sentimenti. Sono le donne ucraine che, domenica scorsa, a suggello di una emozionante cerimonia religiosa presso la chiesa del Purgatorio, hanno ricevuto il Premio "Bontà Venerina Solidoro". Un sostegno concreto a chi, in questo tormentato momento storico, vive in condizioni difficili. L'iniziativa, giunta ormai alla sesta edizione, è scaturita dal cuore grande di Arcangelo Perrini, che ha intitolato all'amata madre, scomparsa mezzo secolo fa, questo magnanimo riconoscimento, in perfetto accordo col suo modo di intendere la cittadinanza attiva, sempre volto al bene comune. 
Nel dì di festa, il priore dell’Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio, Michele Ruggero, ha aperto i lavori sottolineando il fatto che "si celebra e festeggia il premio bontà per donare in memoria di una mamma che è l'unica creatura capace di realizzare i due sentimenti che che ci accompagnano nella nostra fede cristiana: l'amore ed il perdono". 
Poi, ha invitato il commercialista a spiegare la ratio della manifestazione di quest'anno: "Offrire un momento di libertà ad una mamma fuggita con due figli dall'Ucraina per la guerra". Una mamma che ha raggiunto sua madre, già da noi da undici anni e nell'occasione interprete. Le signore, originarie di Leopoli che si trova nella parte occidentale al confine con la Polonia, erano tristi perché la loro città "mercoledì è stata bombardata sette volte". 
Condividendo l'aspettativa di pace, Ruggero ha espresso a nome della confraternita "vicinanza e solidarietà ".
E' seguita la lettura della poesia " A mia madre" di Edmondo de Amicis da parte della consorella Antonella Garofalo.
Poi, il canto finale "l'Ave Maria di Gounod" brillantemente eseguito dal soprano Teresa Tassiello, accompagnata al piano dalla maestra Tina Masciale. Insomma, solo la fratellanza è come il cielo e non conosce invidi contermini.