"Io, figlio di un uomo contagiato da Covid-19, vi racconto la nostra esperienza"

"Fra attesa vana della notifica della quarantena da parte della Asl e l'incredibile gogna mediatica"

Stampa l'articolo

Dal signor Gaetano De Gennaro riceviamo e pubblichiamo.

«Ormai è inutile negare il covid-19 sta prendendo piede anche qui al sud e sfortunatamente ne siamo stati coinvolti in prima persona.

Ma dispiace dover constatare che la vera malattia non è il covid-19. Vi racconto la nostra esperienza.

 Lunedi 16 marzo a seguito di sintomi e di febbre avvertiti da mia madre fummo costretti a far intervenire il 118, per paura che il virus avesse attecchito proprio su di lei, ma dopo l’intervento dei sanitari ci fu categoricamente escluso una infezione da Covid-19 raccomandandoci di farla rimanere in casa e avviare una cura per una semplice influenza. Nel frattempo, mio padre continuava a svolgere il suo lavoro proprio per le rassicurazioni ricevute dal personale medico del 118, quindi muovendosi da casa solo per motivi di necessità.

Durante i giorni successivi, i sintomi non davano cenno ad un miglioramento tanto che nella notte dello scorso sabato intervenne nuovamente il servizio del 118 che con nuovo personale sanitario si accorse del probabile contagio e celermente chiesero di ricoverala e sottoporla a tampone, il tanto famigerato tampone.

Nella mattinata di domenica il risultato fu positivo. Chiaramente procedemmo con l’osservanza delle direttive che nessuno ci aveva spiegato ma avevamo appreso dai media, mettendoci in quarantena fiduciaria e avvertendo chiunque avesse avuto contatto con il soggetto infetto, avvisando la ASL dell’accaduto. Con una sola risposta: “Attenda, verremo a notificarle la quarantena”. Siamo ancora in attesa.

Provammo a contattare il primo cittadino, tramite Messenger, con la certezza che ci avrebbe risposto, visto che risponde a circa 900 conversazioni al giorno.

Forse era distrutto o aveva messo il limite a 901 e noi eravamo i 901esimi. Sin qui, tutto può essere accettato, visto la situazione di grande difficoltà del Paese Italia tutto.

Il vero dramma è stato quando ci siamo accorti che rimanendo tutti in quarantena il mio povero padre era rimasto da solo in quarantena e senza la possibilità di comprarsi i viveri, necessari almeno per la sopravvivenza. La rete e le comunicazioni cittadine indicavano associazioni di volontariato che svolgevano il servizio gratuito di consegna dei generi di prima necessità per situazioni di disagio. E questa certamente lo era. Decidemmo di chiamare il numero indicato, spiegando la situazione, in un primo momento sembrava non ci fosse nessun problema. Dico bene sembrava. Prontamente veniamo contattati da una responsabile della Associazione Anpi di Bitonto, alla quale, abbiamo spiegato la situazione e raccomandato di prendere tutte le precauzioni, in quanto poteva essere a contatto con un probabile infetto. Ma non è più venuta.

Di qua la disperazione, non avendo possibilità di far recapitare la spesa a mio padre. Fortunatamente con l’ausilio di un mio parente e il reale interessamento dell’Assessore Depalma, la disponibilità di un reale e concreto volontariato da parte della associazione L’Anatroccopo, siamo riusciti a far consegnare la spesa a mio padre. E come se non bastasse oltre il danno la beffa, la gogna mediatica di gente pronta alla caccia all’untore con tanto di gente che appellava “merde” persone che hanno seguito le indicazioni ufficiali della ASL. Comprendiamo la psicosi, comprendiamo tutto, ma attenzione, perchè la situazione sta sfuggendo di mano.

Il dato reale è che non funziona il servizio di monitoraggio dei casi di infezione. Ma c’è anche necessità di individuare chi veramente svolge opera di falso volontariato e questo solo per una miglior organizzazione di associazioni che il volontariato lo conoscono a fondo e non si spaventano davanti le difficoltà. In conclusione, a chi si è espresso in modo improprio su Facebook, a chi ha il timore del contagio, raccomandiamo di prendere le giuste precauzioni e di rimanere in casa Ma, nello stesso tempo, di essere attenti a non offendere la discrezione e la sensibilità delle persone senza alcun motivo. Non è stata la nostra famiglia a diffondere il Covid-19 sulla terra. Cerchiamo di esserci vicini nei momenti di difficoltà. Solo così andrà tutto bene".