L'ambasciatore Attanasio ucciso in Congo, il ricordo dell'amico Fabio Fornelli: "Un ragazzo eccezionale"

"Solidarieta, accoglienza e cooperazione erano le stelle polari del suo cammino"

Stampa l'articolo
Ieri, in Congo, in un terribile attentato, sono stati uccisi l'ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci. Ecco il commosso, sentito ricordo del diplomatico da parte dell'amico bitontino Fabio Fornelli. "Di colpo, col sangue gelido, sono risaliti i ricordi Di una adolescenza passata insieme, tra un campo e un raduno, una gmg e una veglia, quando viaggiare significava “conoscere”. Ecco, da connubio viaggio e conoscere è nata la scoperta di Luca, che ci accolse quel gelido dicembre 1998 nella sua parrocchia di Limbiate. Era Lui uno di quelli che smistava noi ragazzi/e euforici alle case di persone in cui eravamo ospiti. Ma con noi, con il gruppo del santissimo Sacramento di Bitonto nacque una amicizia che è durata sino a ieri (fisicamente con alcuni/e). Simpatico, di compagnia, sempre pronto a ridere e far caciara, quelle caciare genuine, in cui ti divertivi con rispetto. Una persona che all’epoca aveva poco più di 20 anni. Ma lo sguardo già proiettato alla meta. I valori della solidarietà, dell’accoglienza, della cooperazione lo hanno portato dove poi la sua vita gli ha imposto il punto. Sì, perché, per come Lo ricordo io, fosse per lui, ne avrebbe vissute altre 1000 di vite. Una di quelle amicizie nate quando i social non esistevano. Un’amicizia che nel tempo ha seguito percorsi di vita diversi. Ma sapevi esserci. Ciao amico mio. Voglio ricordarlo così, quando era il nostro “accompagnatore” di noi “bitontini” nel 1998 al raduno dei giovani di Taizè a Milano. Su questo metró x Limbiate da Milano Fiera"