L'incubo "Newo" potrebbe non essere finito. La società ha presentato ricorso al Consiglio di Stato dopo il no del Tar

L'oggetto è l'inceneritore da realizzare tra Bari e Modugno. Il Comune di Bitonto ha deciso di resistere

L’incubo “Newo”? Potrebbe non essere ancora finito.

Sono passate appena due settimane (era il 13 dicembre e clicca qui per articolo https://bit.ly/3JyOEhm) da quando tutta la comunità bitontina, quella modugnese e tutti i Comuni dell’Aro Ba2 (Binetto, Bitritto, Giovinazzo, Sannicandro di Bari, Bitetto e Palo del Colle), il Comune di Bari e le associazioni ambientaliste hanno esultato perché il Tribunale amministrativo regionale (Tar) aveva detto no alla realizzazione di un nuovo inceneritore nella zona industriale di Bari-Modugno.

Con motivazioni pure precise:l'autorizzazione è in netto contrasto con la programmazione nazionale e regionale dei rifiuti, oltre ad essere in netta contrapposizione con i principi di gestione sostenibile delle risorse e con la normativa nazionale e regionale che incentiva la raccolta differenziata e il riuso (e non l’incinerazione) dei materiali tanto da prevedere premialità per i Comuni più virtuosi”.

La paura non è ancora finita, però. La Newo, la società che avrebbe dovuto realizzare l’inceneritore, si è rivolta nei giorni scorsi al Consiglio di Stato per l’annullamento e/o la riforma - previa adozione di misure cautelari – della sentenza del Tar con tanto di appello contro il Comune di Bitonto, la Regione Puglia, la Citta Metropolitana e l’Itea Spa.

Da Palazzo Gentile non si sono fatti sorprendere e, con una delibera di Giunta di ieri l'altro, si è deciso di resistere al ricorso della società “per evitare – si legge nel provvedimento - la riforma in pejus della favorevole sentenza del TAR Puglia”.