L'Opinione/Ma la fobia del Coronavirus non ostacoli l'amicizia fra il popolo cinese e quello italiano

Italia e Cina, sebbene siano due paesi profondamente diversi tra loro, sono uniti da culture millenarie che si rincontrano nella contemporaneità

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DI ANTONELLA NOVIELLO

Il pensiero che segue è frutto di una passione che coltivo da oltre dieci anni, quando il mio sguardo si aprì per la prima volta su quel fascino indecifrabile di una terra non più così lontana, chiamata Cina.

Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad un evento che sicuramente entrerà negli annuari della storia mondiale, non solo per la complessità della crisi ma per questo mastodontico lavoro di contenimento da parte del popolo cinese. Dunque, ritengo che sia doveroso riflettere, e ricordare che Italia e Cina, sebbene siano due paesi profondamente diversi tra loro, sono uniti da culture millenarie che si rincontrano nella contemporaneità. Storicamente i due paesi sono stati veri e propri bacini culturali rispettivamente dell’Asia e del mondo occidentale. Ad esempio, pensiamo al grande splendore della dinastia Tang e al ruolo cruciale della cultura italiana nel mondo.

Vista l’eccezionalità del 2020, anno della Cultura e Turismo tra Italia-Cina nonché, anno in cui si celebra il 50esimo anniversario di relazioni diplomatiche tra Italia-Cina, non ostacoliamo questa amicizia tra i due popoli piuttosto contribuiamo a consolidarla. Un paese così vasto come quello della Cina, andrebbe accuratamente analizzato come si analizza il resto del mondo. L’epidemia provocata dal COVID-19 è sicuramente fonte di preoccupazione e sofferenza aggravata dal susseguirsi di episodi di discriminazione etnica. Nonostante la Cina stia adottando misure precauzionali senza precedenti e che nessun altro paese al mondo sarebbe in grado di compiere, assistiamo a ingiustificabili aggressioni, attacchi verbali nei confronti dei cittadini cinesi residenti in Italia come: loro mangiano serpenti e pipistrelli, loro sono sporchi. Questi continui attacchi sinofobici feriscono nel profondo i sentimenti dei cinesi, inclusi quelli presenti nella nostra Città con numerose attività imprenditoriali. La Cina ha bisogno della comunità internazionale e auspico in una sensibilizzazione maggiore da parte nostra affinché ci si unisca in un abbraccio di solidarietà.