La Basilica dei Santi Medici su Rai 1 nel programma «A Sua immagine»

Don Vito Piccinonna: «I Santi sono fonte di sicurezza e speranza per la comunità bitontina». Intervistata anche una miracolata

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«I Santi Medici sono giganti della fede, della speranza e della carità». Con queste concise parole di Don Vito Piccinonna, parroco rettore della Basilica dei Santi Medici, ha inizio il servizio “Un santuario per chi soffre” (regia di Barbara Biagiotti), andato in onda ieri mattina su “A Sua immagine”, su Rai 1, programma di approfondimento religioso condotto da Lorena Bianchetti.

La conduttrice ha presentato il santuario bitontino come esempio del tema dell’accoglienza, subito dopo la fine della messa del papa. Don Vito Piccinonna ha narrato brevemente la storia dei due santi: «Cosma e Damiano erano due fratelli medici che curavano gratuitamente gli ammalati, rifiutando di essere pagati». Poi, ha raccontato la tradizione bitontina della processione: «la processione dei Santi Medici è il 26 settembre, ma l’evento fondamentale è quello della terza domenica di ottobre, quando si celebra la cosiddetta “festa esterna”». Per il parroco, la grande partecipazione popolare rappresenta «il bisogno della gente di trattenere il più possibile attorno a sé i due Santi, per le strade della città, perché essi rassicurano e sono fonte di speranza».

Il servizio ha mostrato anche la testimonianza di una giovane, devota ai Santi Medici perché nel 1996, all’età di 8 anni, ha contratto una leucemia, dalla quale è guarita. «Ho sognato una grande luce – ha ricordato la giovane – erano i Santi Medici, perché quando mi sono svegliata sentivo che erano avvenuti dei cambiamenti».

L’attenzione si è spostata poi sulla Fondazione dei Santi Medici. «L’originalità del nostro Santuario – ha precisato Don Vito – è che assieme alla clinica dello spirito ce n’è una del corpo». Da 25 anni la Fondazione ha messo assieme tanti servizi, fra cui quello dell’Hospice Aurelio Marena per i malati terminali e la casa di accoglienza per malati di Aids. «Tutti questi servizi – ha concluso Don Vito – fanno sì che questa comunità possa esprimere la propria fedeltà a Dio e, soprattutto, all’uomo più fragile e sofferente».