La chiesa di Bitonto a Cracovia in Polonia sulle tracce di Papa Giovanni Paolo II

Scambi di doni fra i rispettivi rappresentanti: le sacre immagini votive dell’Immacolata Concezione e dei Santi Medici di Bitonto e le preziose immagini della Madonna Nera e di Papa Karol Wojtyla

Sua Santità Giovanni Paolo II nella Santa Visita Pastorale effettuata il 26 febbraio 1984 presso la Porta Baresana, alla cui sommità troneggia la statua dell’Immacolata Concezione, celeste patrona di Bitonto, definì Bitonto: “La città dell’ulivo e della pace”. La chiesa di Bitonto a Cracovia in Polonia sulle tracce di Papa Giovanni Paolo II. A rappresentarla nell’arcivescovado cattolico di Cracovia è stato il teologo bitontino prof. Giuseppe Cannito che è stato accolto nella sede metropolitana portando nella città di Karol Wojtyla i saluti di mons. Alberto D’Urso vicario episcopale territoriale, di don Vito Piccinonna parroco rettore della Basilica dei SS. Medici, di don Ciccio Acquafredda parroco della cattedrale e di don Michele Lacetera cancelliere vescovile. A Cracovia è possibile conoscere la storia di Karol Wojtyla visitando i luoghi più significativi della sua vita, tra cui primeggiano “l’Università Jagellonica” a Ryneck, dove studiò e insegnò filosofia e teologia, il “Palazzo dei Vescovi” nella cappellina Wojtyla fu consacrato sacerdote il primo novembre 1946, la famosissima “Finestra Papale” divenuta ormai monumento nazionale polacco da cui era solito affacciarsi per salutare i fedeli quando veniva in visita pastorale a Cracovia e la splendida “Cattedrale di Saint Stanislao”, dove Karol Wojtyla celebrò la prima Messa. Per omaggiare Papa Giovanni Paolo II per la Santa Visita Pastorale effettuata a Bitonto, il teologo ha portato in dono le sacre immagini dell’Immacolata Concezione, celeste Patrona di Bitonto e dei Santi Medici compatroni di Bitonto, ricevendo in dono le preziose sacre immagini votive laminate con fili dorati di San Papa Giovanni Paolo II e della Madonna Nera di Czestochowa. Mercoledì e giovedì 30-31 agosto 2017 il prof. Cannito su invito del rettore ha visitato due luoghi ricchi di storia e di spiritualità celebri nel mondo: il primo riguarda il campo di concentramento di Auschwitz a pochi km da Cracovia. Qui Papa Giovanni Paolo II in riferimento ai prigionieri di guerra e soprattutto a Massimiliano Maria Kolbe che fu ucciso nella cella numero 18 affermò: “I campi di concetramento furono costruiti come luoghi di morte, per calpestare radicalmente non soltanto l’amore, ma tutti i segni della dignità umana. Invece c’è stata la vittoria della fede e dell’amore”. Il secondo luogo riguarda il celeberrimo Santuario della Madonna Nera a Czestochowa che dista a 150 km da Cracovia, nel centro nord d’Europa, ogni anno vi giungono oltre quattro milioni di pellegrini che arrivano da tutta la Polonia e dall’estero. In esso è conservato l’icona della Madonna Nera col Bambino del XIV secolo di tradizione medioevale bizantina, così cara al popolo polacco da meritare il titolo di “Capitale della Corona di Polonia”. La leggenda afferma che l’icona sia stata dipinta da San Luca che, essendo contemporaneo alla Madonna ne avrebbe dipinto il vero volto. Inoltre a Praga il teologo bitontino ha visitato alcuni luoghi spirituali di Papa Giovanni Paolo II sulle sue tracce, prima di tutto la splendida Cattedrale gotica di San Vito ubicata nel Castello Reale attuale sede del Governo della Repubblica Ceca, nella cattedrale sono stato accolto con onore da mons. Jan Balik delegato della sede arcivescovile, il quale ha affermato: «Il culto al Bambinello di Gesù è molto radicato nella Repubblica Ceca, è il luogo di spiritualità per eccellenza. Un cordiale saluto alla città e alla chiesa di Bitonto». Su invito di don Andrea Pavek rettore e da don Stefano Faber vicario parrocchiale ho visitato con stupore la celeberrima Basilica Pontificia del Bambinello di Gesù Bambino, venerato con un culto speciale dai cristiani nel mondo. E’ stato un viaggio religioso-ecumenico ricco di spiritualità alla ricerca delle tracce del passaggio di Karol Wojtyla che, più di ogni altro Pontefice, è arrivato al cuore della gente e dell’uomo di pace conquistando l’ammirazione della chiesa universale e della chiesa di Bitonto, tanto da onorarlo con una lapide affissa sulla facciata laterale della Porta Baresana con una devota dedica dal popolo bitontino.