"La Palestra". Oggi il primo appuntamento del progetto di formazione del pubblico del TPP

Al liceo Salvemini di Bari, ci sarà anche il medico bitontino Antonio Moschetta

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LA PALESTRA – Esercizi di cultura quotidiana. Progetto di formazione del pubblico con Valter Malosti, Michele Sinisi, Patrizia Labianca, Resextensa, Tommaso Qzerty, Ines Pierucci, Matteo Pertosa, Giuliano Foschini, Antonio Moschetta e Francesca Romana Recchia Luciani. Ritorniamo a relazionarci, a percepire i respiri di chi ci è accanto e a guardarci riflessi sul palcoscenico. Per tutto questo serve un allenamento. Venerdì 14 gennaio alle 11.30 al Liceo Salvemini.

Negli ultimi vent’anni il meccanismo della relazione fra spettatore e attore, danzatore, o perfomer ha attirato in maniera molto concreta l’attenzione di diversi ambiti di studio.

Il Teatro Pubblico Pugliese punta da sempre sulla formazione del pubblico. L’intenzione è quella di portare a teatro chi non ne ha la possibilità avvicinando tutti alla comprensione degli spettacoli, allenando il pubblico alla fruizione teatrale. L’attuale lavoro di ricerca e formazione del pubblico del Teatro Pubblico Pugliese, nell’ambito della Stagione Teatrale 2021/2022 del Comune di Bari, presenta La Palestra – Esercizi di cultura quotidiana: un format, a cura dell’autore Francesco Asselta,declinato in veste di conferenza-spettacolo. Momenti di riflessione e condivisione diffusi che analizzeranno macro-tematiche legate all’identità: dalla violenza alla democrazia, dalla felicità alla paura, dalla famiglia al conflitto.

Il luogo sono proprio le palestre delle scuole della città (Liceo Scientifico G. Salvemini, I.P.S.S.E.O.A. – I.P.S.I.A. Ettore Majorana, I.I.S.S. Marco Polo, Convitto Nazionale Statale D. Cirillo) che saranno aperte al pubblico che vuole cimentarsi in un vero e proprio allenamento culturale.

Nella prima tappa di venerdì 14 gennaio, nel rispetto delle norme sanitarie, l’evento sarà a porte chiuse e sarà dedicato agli studenti del Liceo Scientifico Salvemini.

Ogni appuntamento de La Palestra è collegato a uno spettacolo in cartellone al Teatro Piccinni. In questo caso il tema scelto è “Il Male”, collegato allo spettacolo Se questo è un uomo di Valter Malosti, ispirato all’opera di Primo Levi, in programma dal 13 al 16 gennaio in esclusiva regionale al Piccinni (biglietti last-minute a 15 euro). L’allenamento culturale proposto sarà una preparazione, un’educazione sociale al teatro attraverso lo spettacolo, le tematiche che solleva, le implicazioni che hanno nella vita e lo sguardo sulla città di Bari.  Al di là dell’intento primario di raccontare, attraverso l’espressione di diverse forme artistiche, gli argomenti toccati dalle storie messe in scena, si cercherà di avvicinare un pubblico diverso da quello abituale, cercando di affascinarlo e invogliarlo a vivere l’esperienza dello spettacolo dal vivo. Oltre alla compagnia teatrale dello spettacolo, l’allenamento coinvolge ospiti delle più diverse discipline: attori, registi, urbanisti, pedagogisti, sociologi, medici, drammaturghi. Il 14 gennaio ci saranno Valter Malosti, regista e attore di Se Questo è un uomo, Ines Pierucci, assessora alle Culture del Comune di Bari, Matteo Pertosa, Vice President Angel Company, Giuliano Foschini, inviato di Repubblica, Antonio Moschetta, Università degli Studi di Bari, Francesca Romana Recchia Luciani, Università degli Studi di Bari. I personal trainer di questa Palestra speciale sono Michele Sinisi e Patrizia Labianca. Durante l’evento ci saranno irruzioni danza contemporanea a cura di Res Extensa e la musica di Tommaso Qzerty, nel ruolo di maestro concertatore.

La Palestra nasce dall’esigenza di tornare a condividere un momento corale: scegliere di uscire di casa e andare a teatro diventa oggi una “scelta radicale”, un atto politico. Il teatro unisce le persone, le fa incontrare, discutere, viaggiare. Il teatro racconta la vita. Chi sono gli spettatori e cosa si può offrire loro dopo la pandemia? È necessaria un’azione forte di promozione e diffusione a tutti i livelli, partendo dai giovani delle scuole che probabilmente sono andati a teatro pochissime volte per mancanza di occasioni, di conoscenza o di attrattività del luogo.