La storia incredibile del piccolo Micaèl, da Kiev a Mariotto: dalla disperazione alla speranza

La famiglia: "Ringraziamo tutti per la grande generosità mostrata nei nostri confronti"

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«Erano le cinque del mattino del 24 Febbraio scorso, quando ho ricevuto una telefonata di mia figlia in Ucraina che mi diceva che era scoppiata la guerra. Sono rimasta come impietrita, incredula, e, per lunghi istanti, senza parole». Inizia così la testimonianza della signora Lilia, ucraina che vive a Mariotto da alcuni anni e che nei giorni scorsi ha riabbracciato sua figlia Elena ed il piccolo nipote Micaèl, che, insieme alla bisnonna del bimbo, hanno lasciato Kiev alla volta dell’Italia. Il papà del bambino, Max, è rimasto in Ucraina. Grazie al suo buon italiano, Lilia traduce il racconto di sua figlia Elena, in particolare quello dei giorni drammatici vissuti sùbito dopo l’inizio del conflitto, quando non era ancora chiaro cosa si dovesse fare. Il 2 Marzo Elena, il piccolo Micaèl e la sua bisnonna si sono diretti verso la frontiera con la Romania, dove c’era una fila lunghissima di profughi. Da qui la decisione di lasciare tutto, infilare lo stretto necessario in un trolley e dirigersi a piedi verso la Romania. Giunti a Suceava, gli ucraini sono stati accolti dalla grande generosità dei cittadini rumeni che hanno offerto loro di tutto, dal cibo ai vestiti, i guanti, un alloggio gratis per dormire. È seguìto il viaggio per l’Italia, circa 30 ore, su uno dei tanti pullman che caricavano migliaia di persone; l’arrivo a Milano, la notte in albergo, e finalmente un po’ di riposo. Elena dice di essersi svegliata di soprassalto per via del fragoroso passaggio dei tram scambiato per un bombardamento. Il 5 Marzo, infine, volo da Milano a Bari, e poi a Mariotto a casa della nonna Lilia. Nella frazione bitontina è partita la gara di solidarietà: la famiglia di Micaèl ringrazia i cittadini di Mariotto, Palombaio e Bitonto per la bella generosità mostrata, sperando, un giorno, con la pace, di poter ritornare in patria. Il piccolo Micaèl è stato sùbito circondato dall’affetto dei suoi nuovi compagni di scuola, di prima elementare. L’I.C. “Don Tonino Bello”, diretto dal Prof. Bonasia, ha organizzato per Micaèl una festa di benvenuto, e accolto il bimbo con inni, bandiere e palloncini gialli e blu. « Pace vuol dire che tutti i bambini sono tuoi amici. E pace è ancora non aver fame, non avere freddo, non avere paura» recita la nota poesia di Bertolt Brecht. L’assurda guerra in Ucraina ha tarpato il volo spensierato di tanti bambini: un’ala si è spezzata, ma non irrimediabilmente, come dimostra la storia di Micaèl, che oggi frequenta la scuola a Mariotto. Lo diceva don Tonino Bello: gli uomini hanno un’ala soltanto, possono volare solo rimanendo abbracciati. Che “l’ala di riserva” della “don Tonino Bello” consenta a Micaèl di riprendere il volo libero e gioioso della sua infanzia.