Lama Balice, rimosso il palco. E parcheggi, box auto, villette e mille strutture ancora fatiscenti?

Se vogliamo iniziare a pensare ad una parvenza di Parco si sfrutti l’occasione nata dal dibattito di questi giorni

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Il palco di pietra nella Lama Balice ha occupato la cronaca cittadina degli ultimi giorni.
Architetti, politici, movimenti civici (e avvoltoi vari) si sono accaniti sulla preda succulenta in nome e per conto di un ambientalismo magicamente ritrovato nella circostanza solo perché utile, probabilmente, a colpire avversari da distruggere in ogni modo.
Risolta la questione, con l’abbattimento della struttura creata anche per un evento del Bitonto Opera Festival, Lama Balice, con annessa lotta all’abusivismo, è già finita qui.
Sì, perché chi adesso – giustamente – si è scagliato contro quel palco di pietra, che comunque ha avuto il pregio di attirare nella Lama tanti cittadini, per la prima volta nella storia di questo pseudo Parco, forse finge di non sapere i milioni di problemi che lo attanagliano.
Problemi grandi quanto piscine, parcheggi e box auto, abitazioni e mille strutture ancora fatiscenti e abusive costruiti all’interno, per non parlare dei rifiuti che costantemente vengono abbandonati proprio lì, nella Lama e che giacciono da secoli.
Perché non parlare con lo stesso fervore e livore di questi altri grandissimi problemi, forse anche più grandi di un palchetto in pietra allestito per uno spettacolo?
E non bastano mica, consentitecelo, anche se è una gran cosa e va dato ampio merito a chi si prodiga per farlo, organizzare le giornate per la raccolta dei rifiuti dalle discariche che sorgono nel Parco per ergersi a paladini dell’ambiente.
Se vogliamo iniziare a pensare ad una parvenza di Parco si sfrutti l’occasione nata dal dibattito di questi giorni per parlarne a 360°, senza se e senza ma, senza casacche e rivalità, con l’obiettivo davvero di stilare un regolamento da rispettare e far rispettare.
Mettete da parte per un attimo dietrologie e populismi che non fanno certo bene alla città.
È una sfida. Vediamo se architetti, ingegneri, politici, movimenti civici e avvoltoi vari sapranno e vorranno coglierla. 
Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre.  Voi? Chissà.