"Le attività commerciali attendono ancora i ristori comunali". Il grido d'allarme di una intera categoria

Si tratta dei 130mila euro stanziati a gennaio 2022. Dal Comune rassicurano che tutto sarà pagato nei prossimi giorni

«A Bitonto, le attività commerciali attendono ancora i 130mila euro dei ristori comunali».

L'allarme arriva da uno dei rappresentanti delle categorie sindacali, quello dei venditori ambulanti, che però è quello dell’intero mondo dei commercianti, ambulanti, partite Iva e artigiani. Il riferimento è a quella misura che da Palazzo Gentile hanno stanziato a inizio anno, un secondo contributo a fondo perduto, rivolta a commercianti e artigiani con sede legale e operativa a Bitonto, costretti a sospendere, anche solo parzialmente, l’attività a causa delle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia dal decreto del 2 marzo 2021 e da altri provvedimenti del Governo nazionale. Per accedere al contributo gli operatori economici interessati non dovevano avere pendenze relative agli obblighi di denuncia e pagamento di imposte, tasse e canoni di spettanza comunale alla data del 31 dicembre 2019 per un importo pari o superiore a 500 euro. I soldi, però (la somma spettante per ciascun beneficiario è tra i 400 e i 700 euro, ndr) ancora non si vedono. «La somma è già stata liquidata dagli uffici - sottolinea Donato Gala, presidente regionale di CasAmbulanti - ma per un fatto burocratico ancora non partono i pagamenti nonostante siano passati oltre tre mesi da quando ci è stata promessa questa cifra che, seppur minima, comunque rappresenta una boccata di ossigeno per un settore in crisi da due anni».

Da Palazzo Gentile fanno sapere che, in realtà, non ci sono problemi. «Sono arrivate 210 domande - sottolinea l’assessore al Bilancio Domenico Nacci - e l’istruttoria è durata un po’ di tempo perché, per accogliere più domande possibili, abbiamo chiesto integrazioni documentali alle istanze carenti. Abbiamo accolto 170 richieste, la liquidazione è stata siglata venerdì e nei prossimi giorni partiranno i pagamenti».