Parte il nuovo "Porta a porta", Toscano (Sanb): "Importante il ruolo svolto dai cittadini"

La gente si aspetta risposte dalle istituzioni, motivate innanzitutto dalla sensibilità ambientale, dalla consapevolezza che questo sistema consente di apportare in termini di riduzione

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In attesa del varo, il 26 Aprile prossimo, del nuovo servizio di raccolta differenziata porta-a-porta nel centro urbano di Bitonto e nelle due Frazioni di Palombaio e Mariotto, dove la raccolta domiciliare, già attiva dal 2009, riprenderà con alcune novità relative ai giorni di conferimento e ai mastelli, sono partite le prime iniziative di divulgazione da parte della SANB (Servizi Ambientali Nord Barese), rivolte ai cittadini-utenti, con il coinvolgimento delle associazioni presenti sul territorio.

Domenica scorsa, 27 Marzo, si è tenuto il primo incontro in Piazza Roma, a Mariotto, alla presenza di Roberto Toscano, amministratore unico di Sanb, e di Anna Ungaro, presidente della locale associazione di promozione sociale “Mariotto Libera”, che da anni svolge a Mariotto una funzione di mediazione informativa tra cittadini e istituzioni rispetto ad alcuni importanti servizi di pubblica utilità.

A tal proposito abbiamo sentito il dott. Toscano riguardo ad alcuni aspetti salienti del nuovo servizio di raccolta rifiuti porta-a-porta a Bitonto e Frazioni. Iniziative relative al nuovo servizio di raccolta rifiuti “porta-a-porta” «Le iniziative s’inquadrano in un percorso di formazione e informazione degli utenti che è fondamentale, al pari, ed anche più, dell’organizzazione logistica di mezzi e degli strumenti del servizio. È infatti fondamentale che la gente sia resa partecipe di questo nuovo percorso.

Si è cominciato con una serie di iniziative di comunicazione sui social e attraverso i manifesti murali “Respira Bitonto”, cui è seguìto un incontro pubblico, il mese scorso, con lo studioso Mario Tozzi e un altro ce ne sarà nell’imminenza della partenza del servizio, con un altro esperto in materia; ci saranno anche incontri specifici con gli amministratori di condominio e con le organizzazioni rappresentative degli esercenti, affinché questo passaggio sia il più possibile “partecipato”. Sto investendo tantissimo nella partecipazione e nel coinvolgimento e quindi questi gazebo in piazza (oggi è la prima uscita qui a Mariotto) rientrano in tale ricerca di contatto, di integrazione e di partecipazione».

Primi obiettivi che s’intende raggiungere «Con la generalizzazione del nuovo servizio di raccolta porta a porta, a Bitonto, ma anche nelle Frazioni, dove il servizio già c’era ma alcuni meccanismi erano saltati, si cercherà di fare tesoro delle esperienze degli altri paesi - infatti noi gestiamo l’intero A.R.O. come società interamente partecipata del pubblico – dove le percentuali di raccolta differenziata superano il 70%.

La gente si aspetta risposte dalle istituzioni, motivate innanzitutto dalla sensibilità ambientale, dalla consapevolezza che questo sistema consente di apportare in termini di riduzione dei rifiuti che finiscono in discarica, ed in termini di possibilità di recupero, di riuso che l’Unione Europea ha indicato con chiarezza e rispetto alla quale l’Italia sta facendo una parte lodevole. Noi vorremmo inserire Mariotto Palombaio e Bitonto in questo trend virtuoso di buone prassi nella cura dell’ambiente. Aspetti economici, qualità e tariffe.

La gente si aspetta una risposta anche in termini economici e di costi, ed è giusto che sia così, cioè che si tenga conto di questa legittima aspettativa: come avviene con l’utilizzo intelligente dell’energia elettrica e del gas, modulando i consumi e l’utilizzo degli strumenti domestici, che trova riscontro nelle bollette, così dev’essere per la raccolta differenziata.

In questo senso, la raccolta rifiuti con i nuovi strumenti, tecnologicamente all’avanguardia, consentirà più agevolmente all’amm.ne comunale di andare alla tariffazione puntuale, sistema attraverso cui c’è un controllo più diretto dei comportamenti delle famiglie e c’è la possibilità di modulare anche il costo della singola famiglia ai suoi comportamenti: “Pay as you Throw” è una sorta di “leitmotif” di politiche di raccolta rifiuti che vanno verso la valorizzazione dei comportamenti individuali, dato che con il sistema porta-a-porta la famiglia diventa il punto-base fondamentale di tutta la filiera della raccolta.

L’efficienza economica passa dunque per un sistema di controllo più puntuale? Il sistema dei controlli che coinvolge in primo piano le amministrazioni pubbliche è fondamentale, come importante è la sensibilizzazione e l’educazione costante, creando la rete con le scuole, le parrocchie, le associazioni, cosi come Sanb sta facendo, non solo in questa fase ma anche in sede di “manutenzione” dei risultati che arriveranno.

Un sistema di controlli, che non sia necessariamente ed esclusivamente di tipo sanzionatorio, bensì di tipo dissuasivo, dev’esserci. Come Sanb, abbiamo formato tutta una serie di ispettori ambientali e li abbiamo messo a disposizione delle polizie locali per creare un sistema di controlli molto visibili che funziona di per sé, per la sola stessa visibilità, in modo da far capire alla gente che il territorio è controllato dagli ispettori ambientali e dagli agenti della polizia locale, e persino le associazioni potrebbero fare la loro parte con i loro servizi di monitoraggio. Vorrei che ogni quartiere fosse “adottato” da un’associazione, in modo da favorire un controllo diretto e testabile da parte di ogni associazione di un determinato quartiere.

La gestione diretta del rifiuto in tutte le sue fasi, a quando? La fase della raccolta, del trasporto e dello spazzamento è soltanto il segmento iniziale, poi c’è quella dei conferimenti nei siti di riuso, di smaltimento e nei siti di recupero dei rifiuti, e in questa fase è importante il ruolo del pubblico, proprio come la Sanb esprime la volontà pubblica di gestire in modo trasparente e condiviso questo servizio, senza guerre di religione ma guardando in maniera moderna a ciò che la tecnologia consente in termini di possibilità di recupero, o anche di processi di termovalorizzazione dei rifiuti, guardando alle esperienze più avvedute e meno inquinanti che sono state realizzate sia nel centro-nord Italia, sia in Europa, guardando a tutto questo senza pregiudizi oggi anacronistici.