Perche non dedicare una strada della nostra città a Michele Genovese in arte Pripicchio?

Sarebbe un bel segno di gratitudine nei confronti di questo sublime artista di strada, a quarant'anni dalla morte

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Nei giorni scorsi, la commissione toponomastica del comune di Bitonto è tornata a realizzare i proponimenti che le competono, intitolando vie a personaggi meritevoli, locali e non. Oggi, 2 Agosto 2020, sono quarant'anni dalla morte di Michele Genovese in arte Piripicchio. Di lui, hanno scritto in maniera mirabile e commossa lo studioso instancabile Antonio Castellano, il raffinato memorioso Valentino Losito, il prof catodico accattivante Michele Mirabella, il palombaro dell'anima bitontina Michele Muschitiello e il baluardo vero della cultura nostra Nicola Pice. Bello e doveroso omaggio il film "L'ultima mossa" di Vito Giuss Potenza, ne incarnava spirito e abilità Nicola Pignataro, l'attore barese che confidò al maestro di giornalismo Tonino Cardone il suo sogno di interpretare un dì proprio Piripicchio. Ognuno, insomma, ha donato un ricordo personale- necessario per traghettare la memoria dal passato al futuro, lasciandone traccia certa nel presente- di quella figura che segnava gioiosamente la vita di tutti. Piripicchio era artista di strada nel senso più nobile del termine, come l'ala sbirola e inafferrabile Manè Garrincha per i carioca, lui canna di bambù, baffetti e costume da Charlot (nella foto meravigliosa di Vincenzo Parisi), era sublime "allegria del popolo": i ragazzini che in frotta lo seguivano felici, la casalinga indaffarata che simulava pudore alla battuta osé, uomini di ritorno stracchi dal lavoro si ritempravano sorridendo. Tutti suggevano gratis una dose salvifica di buonumore fra gli affanni della vita da quel guitto impareggiabile. Feste, matrimoni e compleanni fra sale e sciale santospiritesi lo vedevano straripante protagonista. Gli ultimi anni, seduto ad un tavolo brunito d'osteria, preferiva naufragare in un mare di bollicine e nostalgia. Ecco, io penso che anche solo per gratitudine - come credo abbiano già fatto Bari e Barletta, che fu la sua culla - bisognerebbe dedicare una strada (che, in fin dei conti, era il suo palcoscenico prediletto) della nostra città al grandissimo, inarrivabile Michele Genovese in arte Piripicchio.