Riaperta l'area attigua alla Basilica dei Santi Medici con sei alberi d’ulivo, simbolo di pace

Don Vito Piccinonna “La bellezza salverà il mondo, noi dobbiamo essere i custodi di questo spazio antistante la Basilica, che è un compito civile ed etico”

Stampa l'articolo

Dopo il meticoloso restauro conservativo e consolidamento strutturale di opere murarie nella Basilica Santi Medici curato dal parroco-rettore don Vito Piccinonna con l’interessamento di mons. Francesco Cacucci arcivescovo emerito di Bari-Bitonto, la Basilica è diventata più bella, più sicura, più accogliente e ben illuminata. Nell’ambito della ristrutturazione e riqualificazione generale il parroco-rettore spinto dalla necessità di garantire una maggiore sicurezza nell’area esterna della Basilica ha pensato bene di sostituire gli obsoleti alberi di abeti pericolanti con gli alberi d’ulivi. Gli abeti erano diventati pericolosi per i grossi rami che cadevano con facilità, e soprattutto per le radici che avevano penetrato in profondità il terreno sollevando la pavimentazione. Nell’area esterna attigua alla Basilica (lato ovest) sono stati piantati sei alberi d’ulivi circondati da piccole aiuole con piante ed erba a ridosso di cornicioni protettivi a forma rettangolari arricchiti da impianti d’irrigazione con dei piccoli fari che garantiscono la bellezza, la funzionalità, l’isolamento e la sicurezza. Inoltre è stata fissata su un grosso masso adiacente su un piccolo prato verde una grande croce, che riprende l’immagine della croce pettorale del venerabile don Tonino Bello. Martedì 28 giugno alle ore 20:00 alla presenza di una moltitudine di fedeli dopo un breve momento di incontro, il parroco-rettore ha ringraziato mons. Giuseppe Satriano arcivescovo di Bari-Bitonto che ha autorizzato questa opera, poi ha ringraziato tutti i benefattori e poi ha benedetto l’area esterna lato ovest della Basilica per l’accoglienza in sicurezza dei fedeli, pellegrini e visitatori. Questa bella intuizione di don Vito Piccinonna di riqualificare la zona adiacente della Basilica con l’allestimento di sei alberi d’ulivi, è stata benevolmente accolta dai bitontini, perché costituiscono una parte integrante della Basilica nell’aspetto spirituale, naturale, ambientale e pacifico. Gli alberi d’ulivi indicano biblicamente i sei giorni della creazione, nel sesto giorno è stato creato l'uomo a immagine e somiglianza di Dio (Gn1,26), quindi il numero sei rappresenta teologicamente la perfezione di Dio, ma anche le opere dell’uomo. Mons. Aurelio Marena nel suo stemma episcopale fece incidere un ramoscello d’ulivo, per indicare di essere un uomo di pace, e pensò bene di realizzare nella Basilica dei Santi Medici un magnifico mosaico raffigurante l’apparizione della Beata Vergine all’alba del 26 maggio 1734, dove nella parte centrale del mosaico è raffigurata la città di Bitonto nel XIV secolo, sullo sfondo delle tre pareti sono raffigurati “dieci alberi d’ulivi” che simboleggiano l’economia agricola bitontina. Sua Santità Papa Giovanni Paolo II nella visita pastorale effettuata a Bitonto il 26 febbraio 1984 presso la Porta Baresana definì Bitonto la città “dell’ulivo e della pace”. Sullo stemma araldico della città di Bitonto è riportato un “ramo d’ulivo” con il motto: Ad pacem promptum designat oliva Botontum, è dall’VIII secolo a.C. che Bitonto coltiva l’ulivo e produce l’olio conosciuto in tutto il mondo per la particolare maniera in cui viene cresciuta e curata la pianta per le sue proprietà terapeutiche ed organolettiche, un tutto che fanno di Bitonto la città dell’ulivo. Queste notizie storiche, cultuali e territoriali sull’economia agricola del territorio bitontino con gli “alberi d’ulivi” vengono riportate nel pregevole volume mediceo: I Santi Medici Cosma e Damiano la storia il culto i miracoli l’iconografia, l’autore è stato il prof. Giuseppe Cannito presidente emerito dell’arciconfraternita Immacolata Concezione, Patrona di Bitonto. I lavori di sistemazione con intervento edilizio dell’area esterna della Basilica medianti importanti interventi di ripristino di opere pubbliche danneggiate da calamità naturali sono stati curati dal progettista e direttore dei lavori l’arch. Alessandra M.S. D’Amato con l’arch. Karen Bianchi, il direttore di cantiere il geom. Tommaso Lacalamita mentre l’impresa appaltatrice che ha realizzato le opere è stata Costruzioni Industriali Stradali Abitative srl di Modugno (Bari) e l’impresa sub-appaltatrice Floralia S.A.S. di Terlizzi (Bari), con il contributo dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto, della Basilica dei Santi Medici, del Comune di Bitonto e della Regione Puglia.