Troppi ostacoli, in città, per chi raggiunge gli esercizi pubblici e non. Il Comune, allora, pensa a un Piano per eliminarli

Si chiama Peba e vuole rendere Bitonto più semplice per chi gira a piedi. Da lunedì scorso è presente pure un questionario online

Si chiama Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il Peba. Altrimenti detto tante cose. Realizzazione di interventi mirati sia alla maggiore vivibilità del centro storico, che alla salvaguardia delle aree più lontane dal centro. Verifica delle barriere architettoniche presenti lungo i percorsi pedonali comunali, fino agli ingressi delle strutture pubbliche alla loro catalogazione ed alla determinazione dei tempi e dei costi per la realizzazione del loro superamento. Disincentivazione dell’utilizzo del mezzo privato in favore di una estesa pedonalizzazione delle aree urbane.
In una Bitonto dove, nonostante le migliorie e i lavori fatti negli ultimi anni, gli ostacoli per raggiungere scuole, chiese, locali commerciali non mancano cosi come marciapiedi sconnessi e non proprio a prova di disabile, qualcosa si muove affinchè questi ostacoli scompaiano nel più breve tempo possibile.

Un progetto - spiega l’assessore alla Edilizia scolastica Angela Scolamacchiache stiamo facendo predisporre da un tecnico esterno (tarantino, ndr) in cui vengono individuati tutti gli ostacoli, grandi e piccoli, che impediscono il facile raggiungimento degli edifici pubblici come scuole, chiese e quant’altro, da disabili, anziani, donne con passeggino e non solo. Per la redazione abbiamo pensato a un coinvolgimento dal basso e quindi sono stati sentiti i dirigenti scolastici, i vigili urbani, le associazioni sportive e quelle di disabilità. Ed ecco, quindi, che è venuta fuori l’idea del questionario, da qualche giorno online sul sito del Comune (da lunedì scorso, ndr) aperto alla cittadinanza e strumento ulteriore di supporto all’evidenziazione condivisa delle criticità degli ambiti pedonali”.

Raggiungerlo è molto semplice. Basta scrivere “PEBA” sulla lentina presente sulla homepage del sito Internet del Comune e il gioco è fatto. Ci si piomba in nove domande a cui rispondere in modo assolutamente anonimo.

Le prime risposte partecipative – conclude l’esponente piddino – sono incoraggianti”.