"Usurai stazionano nei centri scommesse". Il consiglio comunale invoca un nuovo osservatorio per la legalità

"Al gioco d'azzardo, che già di suo rovina le famiglie, è legato anche il problema dell'usura" è la denuncia del consigliere Scauro

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Rinviati quasi tutti i punti all’ordine del giorno, in una lunga riunione dei capigruppo precedente al consiglio comunale, uno degli argomenti trattati nella seduta di ieri è stato l’approvazione di un atto di indirizzo antimafia, per la giustizia sociale e la sicurezza. Un atto di indirizzo presentato da cinque consiglieri comunali. Tra questi il consigliere di opposizione Emanuele Sannicandro (Iniziativa Democratica): «Non possiamo non rimarcare che a fronte di una sparuta parassitaria minoranza di antisocialità, ci sono tanti fattori di valorizzazione della città di Bitonto. Ritenuto che la lotta alla criminalità non può esaurirsi in gesti spontanei ed emotivi, servono esempi a cui ispirarsi, risposte concrete di chi ha l’onore e l’onere di rappresentare le istituzioni e ai cittadini deve essere chiara la differenza tra stato e antistato. È necessario continuare con quel che è già stato fatto e proponiamo questo atto con il quale ci impegniamo, in collaborazione con l’amministrazione, a organizzare un incontro annuale, allo scopo di favorire tra i cittadini la cultura dell’antimafia e per discutere della possibilità di adottare nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione e contrasto al radicamento mafioso nella nostra città».

Nel presentare il documento Sannicandro invita anche alla formazione di un osservatorio che comprenda consiglieri comunali, associazioni di cittadini e associazioni di categoria e propone che si preveda, negli statuti di tali associazioni la radiazione nel caso in cui gli iscritti siano legati in inchieste sulla partecipazione ad organizzazioni criminali.

Nel documento si chiede inoltre di indagare ed effettuare una mappatura del gioco d’azzardo nella nostra città e, al tempo stesso, di promuovere attività per prevenire e contrastare la diffusione di questo fenomeno, anche chiedendo agli esercenti di non installare slot machine: «Ci sia trasparenza sulla gestione dei beni sottratti alla mafia e, attraverso le scuole, si promuova la conoscenza di dei pericoli nei bambini».

«Trattando questi argomenti non possiamo non parlare anche del fenomeno della disoccupazione e degli effetti del gioco» continua Sannicandro, riferendosi non solamente al gioco d’azzardo, ma anche a quello legale: «Essendoci la possibilità di fare puntate anche solo da 1€, molti anziani giocano in continuazione, finendo per buttare via mezza pensione, a fine giornata. Iniziamo a coinvolgere le scuole per favorire la conoscenza dei rischi di queste patologie e dell’infiltrazione della criminalità organizzata in queste attività».

Un argomento su cui concorda Franco Scauro (Psi) che, sottolineando il mancato funzionamento del già esistente osservatorio per la legalità, «da riformare», chiede all’amministrazione che sia fatto un monitoraggio vero sulla realtà cittadina non solo dopo che succedono fatti eclatanti, ma anche prima, per evitare che, una volta spenti i riflettori, tutto torni come prima. E, a proposito di gioco d’azzardo, invita a farsi un giro tra gli esercizi commerciali dove si scommette: «Oltre al gioco d’azzardo che già di suo sta rovinando tante persone e tante famiglie, c’è un altro problema. Spesso, nelle vicinanze di chi gioca, sono presenti individui pronti a prestare denaro».

Usurai, dunque, denuncia il socialista, che invita a far luce su questi fenomeni e a riunirsi per cercare di risolverli.

Sempre dall’opposizione Carmela Rossiello (Fi) invita ad una calendarizzazione periodica di incontri specifici sul tema della legalità, a suo parere fondamentale perché l’attenzione non si concentri solo quando avviene il fatto eclatante: «Spesso a noi mancano dati statistici con cui affrontare il problema andando oltre la percezione del fenomeno».

A rispondere alle sollecitazioni è l’assessore Rocco Mangini, che ribadisce la necessità di riformare l’Osservatorio per la Legalità e il suo regolamento obsoleto e complesso, redatto nove anni fa, a seguito dei gravi fatti di cronaca del 2010: «Spesso agli incontri si sono presentate associazioni che non erano interessate alla questione, mentre, nel frattempo, sono nate altre associazioni».

Da parte di Mangini, dunque, l’invito, nel giro di sette giorni, a riprendere il regolamento dell'Osservatorio convocare le parti e lavorare ad una bozza di programma per avviare iniziative, da discutere in Commissione Affari Istituzionali.

L'atto di indirizzo è, infine, approvato all'unanimità.