Arriva lo tsunami "Ameluk" e la redazione del daBitonto diventa una succursale di Cinecittà

La troupe del nuovo film di Mimmo Mancini ha fatto irruzione con tutti gli attrezzi del lavoro, stravolgendo tutto

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Arriva lo tsunami 'Ameluk' e la redazione del daBitonto diventa una succursale di Cinecittà Un momento delle riprese

Giovedì mattina, come di consueto, nella redazione del Dabitonto tutto era perfettamente in ordine. Poi, d’improvviso, la troupe del film Ameluk di Mimmo Mancini ha fatto irruzione con tutti gli attrezzi del lavoro.

Spostiamo questa scrivania”, ha subito affermato l’attrezzista di scena con un’irrequietezza bambina. Rispetto al piano di lavorazione -tanto per cambiare- si era leggermente in ritardo.

Pertanto, per un paio d’ore, gli uffici di questa testata sono diventati un set cinematografico.

Con tutto il disordine che ne consegue.

Mentre le parrucchiere pettinavano Mimmo e le costumiste appendevano le “diecimila” grucce alle porte, il direttore della fotografia discuteva con l’aiuto regista nella stanza adiacente. 

Nell’ufficio in cui si tengono le riunioni di redazione, invece, i macchinisti sistemavano gli strumenti: cavi, luci, monitor.

Così, dinanzi a un simile e inaspettato sconvolgimento, il volto dell’editore del Dabitonto si faceva sempre più pallido.

Chi, quando e come avrebbe rimesso ogni cosa al suo posto?”, pensava in gran segreto, raggomitolato in un angolo.

Ma poi, mandato giù il boccone indigesto, si è lasciato scappare un amorevole “sono artisti”.
E si è consolato pensando che il suo giornale troverà prestigiosa citazione nell'opera di Mancini...

Le scene girate nella redazione sono la 35 e la 77.

Mimmo Mancini interpreta la parte di Mezzasoma, un furfante che approfitta della povera gente e che gestisce un giornale di paese. Accanto a lui, nella scena, c’è l’attore Andrea Leonetti alias Tonino, un giovane che è stato assoggettato dalle promesse di Mezzasoma.

Ok, buona. Possiamo andare”, ha urlato a metà mattina il regista, dopo aver ricevuto il consenso del suo aiuto e del direttore della fotografia.

A quel punto la troupe si è spostata in piazza Cattedrale, lasciando in redazione un disordine che sbigottiva- carte ovunque, sedie fuori posto e persino avanzi di focaccia.

Già, perché il cinema è come un temporale estivo. Sopraggiunge inaspettato e  subito passa oltre.

Ma inevitabilmente lascia un segno. E forse un sogno…