Bitonto Blues Festival. I più grandi interpreti del Blues nazionale animano la Lama Balice

Dopo un'edizione confinata sul web, è tornato, nei giorni scorsi, uno dei più attesi appuntamenti musicali cittadini

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Dopo un’edizione confinata, dalla pandemia, allo streaming sul web, il Bitonto Blues Festival è tornato, quest’anno, a far risuonare dal vivo (se pur assicurando la diretta web per chi non ha potuto esserci) il meglio del blues nazionale ed internazionale. È tornato quell’appuntamento ormai immancabile che, frutto di una scommessa vinta, ha voluto portare a Bitonto quella musica che, condividendo le origini con il jazz, nacque da quel bisogno di comunità degli schiavi afroamericani nelle piantagioni degli stati meridionali degli Stati Uniti d'America.

L’importante appuntamento musicale, però, non è stato, questa volta, nel cuore del centro antico, come nelle edizioni precedenti, ma nella meravigliosa cornice naturale della Masseria Lama Balice, con un grande palco allestito nel cuore verde del nord barese.

Ad esibirsi, sabato e domenica, straordinarie band nazionali, guidate da quattro artisti che, negli ultimi anni, hanno portato in alto il nome del blues italiano. A partire dal sassofonista napoletano Pasquale Aprile e Gennaro Porcelli, già chitarrista di Edoardo Bennato, e affermato bluesman con all’attivo tour in tutto il globo. Artisti che, lungo la loro carriera musicale, hanno avuto occasione di entrare in templi sacri del blues come il B.B. King's e il Bitter End, il più grande live club di New York.

Domenica, invece, ad esibirsi davanti ad una platea piena di gente, è stato Mike Sponza, considerato una sorta di guru della musica blues italiana, che, nella sua pluridecennale carriera, ha avuto modo di collaborare con altri grandi artisti. Ad aprire la seconda serata dell’attesa kermesse musicale è stata la Michele Biondi Blues Band, direttamente dalla Toscana.

Un’ottava edizione, dunque, ricca di esplosioni musicali, ritmi, chitarre, percussioni, fiati, tastiere e voci e che ha voluto regalare quelle profonde emozioni che solo il vivere insieme può assicurare. Perché, come spiegano gli organizzatori, «anche questo è blues: comunità, socialità, scambio di suoni, battiti, vibrazioni, amore… Vita». Perché «la musica unisce, non divide».