Grande commozione durante la processione della Madonna SS. Immacolata. Ecco la storia della base della statua

Si tratta di un’affascinante miscela di innovazione e tradizione che risponde a un gesto di profonda devozione di giovani bitontini. Ce ne ha parlato lo storico dell’arte Antonio Sicolo

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Grande commozione, ieri, durante la processione della Patrona di Bitonto Maria SS. Immacolata. I cittadini hanno potuto ammirare un nuovo addobbo per la base processionale che è stato realizzato da giovani artisti locali.

 

«Attraverso la moderna tecnica del 3D, di cui si sono occupati l’arch. Teresa Demauro per la progettazione e il geom. Domenico Ruggiero per la Digital Manifacturing –ci ha spiegato lo storico dell’arte, dott. Antonio Sicolo che insieme all’ing. Vitantonio Vacca ha ideato e coordinato la realizzazione della base processionale-, sono stati realizzati otto lucernari angolari di gusto rocaille che riproducono le candele autentiche a fiamma dando così un aspetto più antico e spagnolo all’immagina della Madonna».

 

«Gli otto lucernari riprendono le volute lignee della base, dove i cittadini hanno potuto ammirare anche il meraviglioso disegno dello Stemma di Bitonto curato dal pittore Matteo Masiello nel 1991. La realizzazione della base processionale, che mi ha personalmente visto partecipe non per la prima volta, è stata figlia di un gesto corale di profonda devozione che si è tradotto in grande commozione, ieri, nell’accompagnare la Madonna in processione».

 

Dell’apparato luminotecnico e floreale si sono occupati Arcangelo Pice e Pasquale Moretti. Degno di menzione è l’atto devozionale Vincenzo Marinelli, anche a nome della sua famiglia, che si è fatto carico delle relative spese.

 

L’addobbo floreale torna a merito dei bitontini residenti in Argentina che in tal modo hanno voluto testimoniare una condivisione della festa e il profondo legame con la città. Qui è racchiuso il grande significato da attribuire alla festa patronale: «non dimenticare quale sia la nostra storia –come ha affermato il prof. Nicola Pice, presidente del Comitato delle Feste Patronali- e ciò che rinsalda i vincoli di fraternità riscoprendoci comunità di persone».