Fabrizio Bosso: "Che bello tornare a Bitonto e suonare con i ragazzi della masterclass"

Il trombettista è stato protagonista del primo appuntamento di successo del John Cage Masterfest al Teatro Traetta

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Una giornata all’insegna della musica, della maestria e dell’emozione al Teatro Traetta, che finalmente torna ad essere gremito di gente amante dell’arte dopo due anni di stop per via della pandemia del Coronavirus. È quanto successo mercoledì scorso grazie alla John Cage Music Academy, una giovane realtà bitontina diretta da Francesco e Gabriele Acquafredda che hanno inaugurato con successo una rassegna di grande levatura musicale con un ospite di grande fama internazionale: il trombettista torinese Fabrizio Bosso. Ma non era il solo artista presente a teatro. Con lui, infatti, si sono esibiti in un concerto altri tre egregi jazzisti: il bitontino Alberto Iovene al pianoforte, il tarantino Camillo Pace al contrabbasso, l’andriese Mimmo Campanale alla batteria.

«L’idea del John Cage Masterfest è nata da me e mio fratello -ha raccontato Gabriele ai taccuini del Da Bitonto- che un giorno ci siamo chiesti perché andare altrove quando possiamo avere artisti nella splendida cornice del Teatro Traetta e a Bitonto. Abbiamo, allora, deciso di fare un masterfest cioè un festival di masterclass. All’evento di Bosso ne seguiranno altri che saranno distribuiti in più mesi».

Dopo il successo del primo appuntamento, si può dire che il progetto dei fratelli Acquafredda promette bene. A confermarlo sono stati i loro occhi, ancora increduli di essere riusciti a realizzare ciò che magari da piccoli per loro era solo un sogno. Un anno e mezzo fa hanno aperto le porte del John Cage Center, in via Carlo Rosa a Bitonto, e oggi si ritrovano a provare le emozioni del vivere di musica, triplicate davanti a un maestro stimato come Fabrizio Bosso. Il trombettista torinese come loro si è avvicinato alla musica sin dalla tenera età, un momento topico della sua carriera lo ha vissuto in Puglia. Aveva poco più di vent'anni quando è stato a Bari come insegnante del Conservatorio Nicolò Piccinni. In passato è stato anche ospite d'onore al Traetta e qualche giorno fa ci è ritornato per una giornata di masterclass e un concerto jazz. «La Puglia è il paese a cui mi sono affezionato. Ogni volta che mi viene proposto di tornare qui per fare concerti e seminari -ha detto il trombettista Bosso- sono felicissimo e lo sono ancora di più di essere a Bitonto dove ho suonato già diverse volte. Ci sono stato anche con Fabio Concato e Julian Oliver Mazzariello».

La giornata di mercoledì al Traetta è partita con due sessioni di masterclass, una mattutina e una pomeridiana. È stata attiva la risposta e partecipazione di molti giovani artisti che sono accorsi da ogni dove a Bitonto per un formativo momento di musica jazz. Entrambe le masterclass sono state tenute dal maestro Bosso che è stato, allora, impegnato nell’istruire e raffinare le tecniche improvvisative degli artisti.

«È importante trasmettere la propria esperienza ai giovani che hanno voglia di imparare -ha sottolineato il maestro- e di intraprendere questa strada che non è facile assolutamente come tutti i lavori, ma questo richiede tanto sacrificio. Ho scelto di non insegnare in conservatorio perché sono molto impegnato con i live, ma quando riesco ad organizzare delle masterclass sono sempre felice. Sono dei bei momenti passati con i ragazzi e dico sempre che abbiamo tanto da imparare anche noi da loro».

«Ho ricevuto un’ottima risposta dai ragazzi che ho seguito a Bitonto, abbiamo suonato insieme -ha aggiunto-, ci tengo a trasmettere il più possibile con la musica tanto la teoria si può studiare in conservatorio e su internet. Cerco di comunicare la mia esperienza e di far capire quali sono stati poi i punti di svolta che mi hanno aiutato a maturare e spero che possano essere d’aiuto anche per loro». Sinergia e coinvolgimento sono le parole che racchiudono le emozioni dei partecipanti alla masterclass di Bosso. Tra di loro, c’era anche Gabriele della John Cage Music Academy. «Studiavo seriamente tromba e quando ho sentito suonare i ragazzi non ce l’ho fatta a restare lì come uditore. Il bello della masterclass è proprio questo, il coinvolgimento e la sinergia che si creano tra gli artisti perché ricordiamo che la musica è soprattutto condivisione».

Dopo la masterclass, la giornata di mercoledì si è conclusa con il concerto di Bosso, affiancato allora da altri tre artisti tra cui il bitontino Alberto Iovene. «È sempre una grande emozione tornare a teatro dove succedono cose meravigliose come suonare con Camillo Pace, Mimmo Campanale e Bosso, che conosco da circa dieci anni -ha raccontato-. A giugno del 2011 lo invitai a suonare con me in un progetto che avevo messo su con una casa discografica romana, a seguito del disco “Wired Along”. Ha accettato subito di suonare in quartetto con me ed è stato un concerto incredibile, lui ha approcciato la mia musica in un modo eccezionale. Sono felicissimo di aver risuonato con lui».