I “Capricci pittorici” di Nicola Ancona, omaggio ai grandi artisti del passato

“Sono entrato idealmente nelle loro botteghe, immaginando di essere loro allievo”

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La chiesa di san Gaetano ha ospitato, nelle festività natalizie, la mostra “La Natività da Caravaggio a Tiepolo. Capricci pittorici dal sacro al profano”. Si tratta di un’originale esposizione realizzata dall’artista Nicola Ancona, restauratore sin dagli anni ’70, con precedenti esperienze nell’arte pittorica, che gli valsero numerosi riconoscimenti sin dalla giovane età. Ha guidato per anni il laboratorio di restauro del Museo Provinciale “S. Castromediano” di Lecce. Ha eseguito numerosi lavori. Anche a Bitonto.

Partendo dalle opere dei grandi pittori del passato, Ancona ha realizzato i suoi “capricci pittorici”, composizioni realizzate mescolando vari elementi presenti nelle natività più belle della storia dell’arte. Un’idea nata con la volontà di “svelare” le tecniche e gli espedienti pittorici dei grandi artisti del passato, scomponendo e riassemblando i motivi pittorici di tele diverse di uno stesso artista, per giungere ad una nuova creazione luminosa e artisticamente perfetta.

Gli artisti prescelti per questa operazione “chirurgica” sono gli esponenti delle principali correnti artistiche presenti in Italia tra XVII e XVIII secolo. A cominciare da Caravaggio, e quindi i diversi caravaggisti tra cui il Ribera, caposcuola del naturalismo napoletano, il de La Tour, interprete di una visione spirituale e intimistica dell’arte, lo Stomer altro originale esponente del caravaggismo nordico. A seguire il classicismo romano del ‘600, che si pone sulla scia di Raffaello, tra cui Nicolas Poussin e Giovan Battista Salvi il Sassoferrato, ideatore di un purismo metafisico. I grandi pittori del Barocco, con il gusto del grandioso e del pathos, segnano un passo obbligato per Ancona. Di qui l’attenta rivisitazione delle opere di Bernardo Cavallino, Antonio Balestra, Luca Giordano e Francesco Solimena. Infine, l’arte del ‘700, tra Barocco e Rococò, si propone attraverso lo studio delle opere di Giovan Battista Pittoni, Francesco De Mura, Corrado Giaquinto e Giambattista Tiepolo.  

Tutti artisti che Ancona ha conosciuto sia attraverso i suoi studi, sia attraverso i suoi numerosi restauri di opere pittoriche su tela, tavola, affreschi, sculture lignee policrome di grande pregio e di grandi firme, diretti dalla Soprintendenza della Puglia, Basilicata e Calabria: «Ho voluto rendere loro omaggio, non con semplici copie. La mia intenzione è stata quella di entrare idealmente nelle loro botteghe e diventare loro allievo. Ho estrapolato elementi dalle loro opere, per riproporre un dipinto nuovo, rispettando gli stili e le cromie degli artisti».

L’unica opera che è una copia a tutti gli effetti è quella che apre la mostra, fedelissima riproduzione del San Francesco in meditazione di Caravaggio del 1605, «omaggio all’artista e al poverello di Assisi che è stato l’ideatore del presepio».

Una mostra che, già nel 2019, fu esposta a Lecce, la città che, con la sua Accademia delle Belle Arti e con le sue bellezze artistiche, lo ha formato e lo ha iniziato all’arte. Riscosse un grandissimo successo in termini di visite e critiche.

Poi, la pausa forzata dovuta al Covid. Nei giorni scorsi, quindi, l’esposizione nella città natìa. Che, spera Ancora, sia una ripartenza, anzi una rinascita, intesa non solo come uscita dall’emergenza che stiamo vivendo, ma anche come sua nuova fase artistica. Non a caso, il tema scelto è quello della Natività.

«È una mostra itinerante che conto di portare anche a Torino» ci dice l’artista che, in programma, ha anche altri progetti.