I Giovani Avvocati in un convegno contro "il femminicidio e le varie gradazioni di violenza"

Appuntamento per il 16 Dicembre 2016 ore 15.30 presso la Sala degli Specchi, Palazzo di Città, Bitonto

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Il femminicidio in Italia è un'emergenza. La cronaca degli ultimi tempi ce lo ricorda quasi quotidianamente. Tra le modalità di repressione di questo increscioso fenomeno vi è sicuramente la prevenzione, quella fatta di sensibilizzazione collettiva, di occasioni pubbliche che portino alla luce questa tematica così intima e talvolta nascosta per vergogna dalle stesse vittime!

Intento della Legge 119 del 2013 è stato quello di scoraggiare gli aggressori attraverso pene più dure ed incoraggiare le vittime offrendo sostegno e strumenti adeguati affinché non si ripetano mai più episodi di tale ignominia. Pene più dure e prevenzione: ecco cosa prevede la Legge n. 119 del 15/10/2013. Diventa aggravante la relazione affettiva con la donna, basterà un legame sentimentale per fare scattare una pena più pesante nei confronti del condannato. Arresto obbligatorio in flagranza, introdotto il braccialetto elettronico. Delega più ampia alla Polizia Giudiziaria, che in caso di flagranza di gravi reati e previa autorizzazione del PM, può applicare la misura pre-cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Querela irrevocabile in caso di alto rischio per la persona (minacce ripetute commesse con l'uso di armi), ammonimento per le lesioni.

Per stigmatizzare questa emergenza, l'Associazione Giovani Avvocati Giuseppe Napoli (A.g.avv.) ha dato vita al progetto di sensibilizzazione sociale dal titolo "il femminicidio e le varie gradazioni di violenza sulle donne - Alla luce della L. 119 del 15 Ottobre 2013". Il Progetto si sviluppa in tre momenti distinti con la partecipazione di esperti e rappresentanti delle Istituzioni competenti:16 Dicembre 2016 ore 15.30 presso la Sala degli Specchi, Palazzo di Città, Bitonto, si terrà il Convegno dedicato alla formazione degli avvocati sugli strumenti giuridici a tutela delle donne vittime di abusi. Tra le tematiche trattate anche quella dello stalking. Saluti: Prof. Avv. Antonio F. Uricchio (Magnifico Rettore UNIBA), Dott. Michele Abbaticchio (Sindaco Città di Bitonto), Avv. Giovanni Stefanì (Presidente Ordine Avv. Bari), Introduce: Avv. Romina Centrone (Presidente A.G.AVV. e Co-coordin. Progetto Femminicidio"), Modera ed interviene: Avv. Luciana Saracino (Avvocato penalista Foro di Bari e Co-coordin.Progetto "Femminicidio"), Intervengono, altresì: Prof.  Francesco Margari (Docente di psichiatria UNIBA), Dr.ssa Angela Maria Morea (Sost. Procuratore della Repubblica - Trib. Bari), Dott. Angelo Ditaranto (Sost. Commissario Polizia di Stato - Bitonto), Prof.ssa Rosa Maria Scorese (sorella della Serva di Dio Santa Scorese, prima vittima di Stalking); Crediti formativi riconosciuti dal Consiglio dell'Ordine di Bari. Ingresso libero e gratuito anche per la cittadinanza; Il Progetto, nato proprio dalla sinergia di due donne, le avvocatesse Romina Centrone (Presidente A.g.avv., Co-coordinatrice del Progetto "Femminicidio") e Luciana Saracino (penalista, Co-Coordinatrice del progetto "femminicidio"), con il supporto del Direttivo A.g.avv. tutto al maschile (Avv. Giacomo Bove, Avv. Graziano Lepore, Avv. Michele Martucci, Avv. Matteo Palmiotto); il Progetto prosegue nei mesi di Febbraio-Marzo 2017 presso le Scuole medie superiori con una conferenza dedicata agli studenti presso le relative sedi al fine di sensibilizzare i giovani sul tema; il 10 Marzo 2017, ore 21.00 sul prestigioso palco del Teatro Comunale T. Traetta con un evento gratuito dedicato alla cittadinanza tutta, gli Avvocati, con notevoli doti artistiche (canto, danza, poesia, recitazione), si uniranno agli artisti professionisti portando in scena eleganti performances dedicate interamente al rispetto e alla valorizzazione della figura femminile. Un importante e significativo tributo che vede il mondo forense protagonista per una volta nelle delicatezza e nella nobiltà dell'arte, in un momento di grande intensità e comunicatività sociale in cui gli avvocati, per antonomasia al fianco del cittadino vittima di abuso, si trovano a liberare la propria arte nascosta, lontana dalle aule di tribunale, per condividere, sensibilizzare e umanizzare l'opinione pubblica sull'importanza del rispetto e della tutela della figura femminile.