"In viaggio con Ulisse", per affrontare con coraggio la vita fuori dall'Istituto Sacro Cuore | Foto

Mercoledì, dal palco del "Traetta", i ragazzi delle classi quarte e quinte hanno salutato le maestre Pie Filippini con il musical sull'Odissea, ideato dalla maestra Angela Cortese

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'In viaggio con Ulisse', per affrontare con coraggio la vita fuori dall'Istituto Sacro Cuore Foto di Antonella Aresta

Hanno tra i 9 e i 10 anni e sono tutti pronti (o quasi) a salpare dalla loro personale “Itaca” per affrontare con coraggio il “mare aperto”, la vita al di fuori di quella che è stata per tanto tempo la loro “terra”: l’Istituto Sacro Cuore di Bitonto.

Gli alunni delle classi quarte e quinte ormai non sono più così piccoli e tra pochi mesi, o tra un anno, dovranno lasciare la scuola primaria paritaria, diretta da suor Gabriella Quadrelli, per iniziare la loro avventura nelle scuole medie.

Per questo, la maestra Angela Cortese, aiutata dal maestro Paolo De Palma e dalle colleghe, ha pensato di regalare una figura a cui ispirarsi: Ulisse. Perché l’Odissea è «metafora di vita, superamento di ostacoli e prove» come ha spiegato l’insegnante. «È un viaggio non verso l’approdo ma verso la conoscenza. L’audacia è non temere l’abbandono della patria e degli affetti».

Per invogliare i bimbi a vivere la vita con coraggio, proprio come ha saputo fare il “dio del viaggio e delle astuzie”, la maestra ha pensato di ideare un musical sulla sua storia, già studiata grazie ad un progetto rivolto sia alla scuola dell’infanzia che alla primaria.

“In Viaggio con Ulisse” vede quindi in scena proprio i ragazzi delle classi quarte e quinte, nei panni di narratori, del protagonista e dei suoi compagni, di Penelope e suo figlio Telemaco, dei proci, ma anche di Polifemo, della maga Circe, delle sirene e di tutti i personaggi in cui Odisseo si imbatte nella sua lunga traversata.

La recitazione si mescola alla danza e al canto delle hit della musica contemporanea o delle colonne sonore del film d’animazione “Oceania”, sapientemente scelte per calzare a pennello con la narrazione.

Lo spettacolo, che ha già qualche settimana fa aveva emozionato il pubblico del teatro dell’Istituto Sacro Cuore, è stato riproposto mercoledì sera al “Traetta”, grazie all’impegno in particolare di quattro mamme: Marida Milo Milo, Licia Cortese, Francesca De Mundo e Tiziana Conte.

«Dopo la prima recita, un bambino, sceso dal palco, disse: “Questo musical è troppo bello. Perché non lo portiamo a teatro?” – ha raccontato Marida Milo Milo, in rappresentanza dei genitori -. All’inizio ci abbiamo riso, ma poi abbiamo pensato che effettivamente era una bellissima idea e che sarebbe stato il coronamento di un bellissimo percorso».

Il ricavato della vendita dei biglietti è stato devoluto alle maestre Pie Filippini, che guidano amorevolmente l’Istituto e che compiono ogni giorno atti di carità: aiutano famiglie bisognose del territorio e bambini adottati a distanza.

La mamma, consigliera comunale, nonché delegata sindaco per Mariotto, ha inoltre ringraziato per il proprio impegno anche «il sindaco Michele Abbaticchio, l’assessore Rino Mangini, il presidente del Consiglio di Bitonto, Vito Labianca, tutti i consiglieri presenti», e gli sponsor: Gruppo Milo, Tipolito Vitetum di Palladino Pasquale e Francesco per la stampa dei biglietti e Antonella Aresta per il servizio fotografico.

I ringraziamenti sono poi proseguiti nell’intervento della direttrice artistica Angela Cortese che ha mostrato gratitudine a suo padre per la scenografia, a Giorgia Balzano, madre di un alunno, che ha realizzato gli abiti di scena, e a Sergio Schiavone e Arcangelo Rossiello per il service audio e luci.

A chiudere la serata suor Gabriella che ricordato il ruolo importante del teatro capace di «aiutare a conoscersi e conoscere gli altri». A riscoprire tutti gli alunni, di cui ricorda ogni singolo nome, che sono cresciuti proprio sotto la guida sua e delle maestre Pie Filippini. Figure a cui saranno per sempre legati, perché come ricordato da Marida Milo Milo all’apertura del sipario: «Il cordone si spezza ma i ragazzi porteranno sempre nel cuore i valori, appresi durante l’esperienza al Sacro Cuore, che li accompagneranno in tutte le tappe della vita».

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