L'esperienza ed i ricordi della battaglia di Bitonto 25-26 maggio 1734

La storia, il ricordo, le testimonianze del primo corteo storico bitontino organizzato dal primo circolo N.Fornelli nel 1983

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L'esperienza ed i ricordi della battaglia di Bitonto 25-26 maggio 1734 Il Generale Rella illustra la mostra ai bambini

Correva l’anno 1983 quando il primo circolo “Nicola Fornelli”, sotto la direzione dell’indimenticatodott. Natale Grandolfo, organizzò il primo corteo storico per la città di Bitonto.

La storia la conosciamo, certo, ma percorrere i corridoi della scuola ora, dopo trent’anni da quell’evento, tappezzati di foto, articoli di giornale, abiti, fa un certo effetto.

Un tuffo nella memoria per chi c’era, emozione e stupore per quanti apprendono solo ora la Nostra storia.

La storia di una Bitonto lontana.

Lontana per l’aspetto della città, per l’età dei figuranti, per l’innocenza di quei bambini del 1983 che sono ormai più che trentenni.

Fondamentale è stato, per il Generale Rella e il preside Carmelo D’Aucelli, organizzatori della mostra “L'esperienza ed i ricordi della battaglia di Bitonto 25-26 maggio 1734”, l’apporto fornito da uno storico numero del “da Bitonto” dedicato al corteo.

Francesco Amendolagine, nostro fondatore, ricostruì con immagini, nomi, storia, quell’avvenimento importante che rappresentò il primo corteo storico bitontino organizzato dalla scuola elementare.

Diversi i pannelli in mostra per ricordare la battaglia del 1734 a Bitonto che vide Carlo III Borbone con Montemar  vincere il conflitto contro gli austriaci del principe Pignatelli.

I borboni sostituiscono nel meridione gli austriaci del vicerè Visconti, dando origine al regno del sud e poi regno delle due Sicilie, con l’annessione della Sicilia confermando il periodo delle “monarchie assolute”.

Sono elencate le attività e gli operatori della vita del 1700, testimonianze fotografiche delle sfilate dei labari (loghi delle famiglie nobili e di censo), ridotte a sedici delle trentatre del 1565.

Quanta fantasia, impegno, materiale per realizzare gli abiti e i particolari dei popolani, lavoratori vari, nobili di tradizione e di acquisizione, militari di alto grado e di truppa.

La storia, proprio lei importante magistra, diventa vita, ricordo, sempre attuale patrimonio di una cultura che s’evolve ma mai dimentica.

La mostra sarà visitabile fino al 24 maggio 2013 dalle ore 9.30 alle ore 12.00