La fabbrica delle stelle. Il Natale è uguaglianza per i bambini di piazza Rodari | Foto

La scuola dell’infanzia afferente all’I.c. “Modugno-Rutigliano” ha messo in scena la storia di Hally

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Lo spirito del Natale si nasconde nelle cose semplici, nei sorrisi, nel senso di meraviglia.

 

Lo hanno dimostrato, ad esempio, i bambini di cinque anni della scuola dell’infanzia di piazza Rodari, afferente all’Istituto comprensivo Modugno-Rutigliano, lo scorso mercoledì.

 

Alle ore 18 circa, si è aperto il sipario su “La fabbrica delle stelle”, nonché uno spettacolo di Natale scritto da Daniela Coleggi e Vittorio Gianelli. Le maestre del plesso hanno tratto spunto da tale copione e lo hanno riadattato rendendolo più attuale.

 

La storia è quella di Hally, una stellina difettosa, tutta spettinata e un po’ pendente tanto che per farla stare in equilibrio gli operai della fabbrica decidono di applicarle una coda. Lei è una stella brillante, intelligente, amante di astrofisica, ma tutte le sue amiche non fanno altro che prenderla in giro per la sua diversità tanto da spingerla a fuggire. Finchè i funzionari della Paradise Company non sopraggiungono in fabbrica per scegliere una stella per un evento importantissimo sul pianeta Terra, che si scoprirà essere la nascita di Gesu’ Bambino. Viene scelta Hally, che attira poi l’adorazione di tutti, dopo un breve momento di sorpresa. Si scoprirà che tale scelta non sia stata un caso, ma che sia stata frutto di un progetto divino.

 

Perciò, la rappresentazione di piazza Rodari ha offerto importanti spunti per riflettere sulla diversità e sul Natale come momento di amore, rispetto, accoglienza e solidarietà.

 

«Siamo tutti uguali, fratelli –le maestre del plesso hanno espresso il messaggio morale che hanno voluto lanciare- e ci vogliamo bene, ma ognuno di noi non deve dimenticare di essere uno e indivisibile, originale. Dobbiamo amarci per quello che siamo e cercare di cambiare i difetti in virtù».

 

La scenografia della rappresentazione è stata piuttosto semplice: un manto di stelle sullo sfondo e un dipinto di ingranaggi per richiamare l’idea della fabbrica, poi un panno sul quale è stata riprodotta la grotta con l’asinello e il bue.

 

«Abbiamo riadattato dei costumi che avevamo a scuola per i personaggi: gli operai della fabbrica, le stelle, gli angioletti, i pianeti, San Giuseppe, Maria, i pastori ed i Re Magi. C’è partecipazione attiva da parte dei bambini, grazie alla cui personale interpretazione della storia sono state realizzate le coreografie e le modifiche del copione».

 

Le canzoni sono state tratte dalle edizioni Paoline de “La fabbrica delle stelle”, insieme a quelle tipiche del Natale e all’ “Hallelujah” di Leonard Cohen.

 

Al termine della rappresentazione, i bambini hanno recitato in vernacolo la poesia intitolata “Natàle”.

 

«Ringraziamo la preside, prof.ssa Maria Pia Matilde Giannoccari, la dott.ssa Lucia Gentile, nonché dirigente amministrativa, i collaboratori di presidenza prof. Stefano Tota e prof.ssa Cecilia Gala e quelli scolastici, i docenti tutti».

 

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