Babadook

L'horror che ha stregato il mondo, una fiaba nera espressionista che racconta il dramma ed il disagio familiare

La riscrittura delle origini dell'uomo nero non poteva essere davvero realizzata cosi bene. Sfido chiunque a cercare in questi anni un horror che usi i suoi meccanismi per raccontare il disagio, i tormenti e le paure di una donna. E non a caso a dirigere con intelligenza il film è stata proprio una donna alla sua prima esperienza, Jennifer Kent, nessun regista uomo avrebbe potuto descrivere al meglio cosi bene il dramma di una madre costretta ad accudire un figlio con problemi comportamentali da sola, dopo che, per giunta, il marito è morto portandola in auto all'ospedale per farla partorire.

Il film è la dimostrazione che con qualche interno e pochissimi attori e possibile fare grande cinema, "Babadook" non sarà magari l'horror che dovrà farvi fare un salto sulla sedia (con mezzucci come i jump scare) ma attraverso gli stilemi del thriller psicologico la regista costruisce una storia intensa, che si prende il proprio tempo per costruire terrore e angustia, grazie anche ad una fotografia fredda e cangiante, un comparto sonoro sublime e anche delle buone interpretazioni da parte dei protagonisti principali come Essie DavisNoah Wiseman
Un dramma intimo che si prende anche il coraggio di fare incursioni esplicite nel grande cinema del passato come ad esempio Mario Bava ed il suo "I tre volti della paura" oppure i cortometraggi di George Melies in cui viene mostrato il Babadook, ed è forse attraverso queste citazioni capiamo il significato dell'uomo nero, un significato allegorico di un demone che si alimenta dei nostri traumi, delle nostre paure e depressioni più profonde, sono questi infatti i mostri di oggi per noi. L'unico modo per sconfiggere il Babadook è imparare a domarlo e cercare di andare avanti nella vita con coraggio, ed in questo senso il finale del film è un qualcosa di intelligente e azzeccato.

Per gli amanti dell'horror, dei thriller psicologici, ma soprattutto del buon cinema, Babadook deve essere una esperienza da vivere in prima persona al cinema. Perle come questa vanno supportate, soprattutto se di genere horror, che negli ultimi anni sta decadendo lentamente verso il basso con produzioni scadenti e fuond footage discutibili, in pratica tutto ciò che è anti-cinema. Ci vorrebbero più "Babadook" e meno "Stirpe del male".


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