Torrione Angioino (sec. XIV)

Appena oltrepassata Porta Baresana, ci si imbatte in Piazza Cavour che, insieme a Piazza Cattedrale, costituisce uno dei pochi ampi spazi del centro anti- co. Qui, imponente sulla sinistra, si erge il Torrione.

Inizialmente parte di una piazzaforte con 28 torri e cortine attraversate da cinque porte citta- dine, costituisce la più importante testimo- nianza dell’antico sistema difensivo bitontino. Fu realizzato per volere degli Angioini a dife- sa della Porta adiacente e finì con l’assumere il nome di Castello, perché sede del castella- no e delle milizie di presidio. Adibito pure a carcere, ha costituito a lungo la principale difesa della città.

La pianta, circolare come le costruzioni angioine francesi e napoletane, misura 16,10 metri di diametro per 24 metri di altezza. La muratura, in pietra calcarea, oscilla tra i 4 e i 5 metri di spessore (rispet- tivamente sulla cima e alla base). Angusto è il vano di ingresso (80 x 155cm), come pure piccole sono le finestre e limitate le feritoie. L’interno è ripartito in tre ampi locali sovrapposti, privi di scale stabili per un evidente scopo difensivo; al di sotto, un vano profondo sette metri si estende per un’area ad essi pressoché equivalente.

Il fossato è stato riportato recentemente alla luce insieme a parte delle mura, dopo che il secolo scorso era stato ricoperto dal manto stradale. Esso era protetto nella parte superiore da una serie di camminamenti, intorno ai quali erano disposti i cannonieri per il tiro delle arti- glierie. Nella zona inferiore, l’accesso alla città era invece impedito ai nemici da speroni i quali, oltre che come rinforzo della struttura muraria, venivano utilizzati come punti di appoggio per calare pietre e olio bollente. Il 29 maggio 2005 il Maschio è stato riaperto al pubblico, dopo una chiusura durata diversi anni per restauro.